I primi casi già rilevati in primavera
SASSARI. L’orientamento della Cassazione è chiaro: «Quando il mezzo resta bloccato e l’automobilista non viene rintracciato subito allora scatta la contestazione del reato». Il comandante della...
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SASSARI. L’orientamento della Cassazione è chiaro: «Quando il mezzo resta bloccato e l’automobilista non viene rintracciato subito allora scatta la contestazione del reato».
Il comandante della polizia locale di Sassari Gianni Serra era stato tra i primi a livello nazionale a occuparsi delle vicende relative alla sosta selvaggia e al rischio denuncia per interruzione di servizio pubblico.
Sotto osservazione, in particolare, erano finite le cosiddette “soste al volo”: quelle di automobilisti con l’abitudine di fermare il veicolo dove capita, anche sui binari di Sirio per andare al bar, all’edicola o in qualche altro esercizio commerciale per ritirare la merce da acquistare.
L’orientamento della Cassazione è chiaro, aveva già spiegato allora il comandante della polizia locale: «Quando il mezzo resta bloccato e l’automobilista non viene rintracciato subito allora scatta la contestazione del reato. E la sentenza di condanna di Firenze (tra le prime) si fonda sul fatto che l’automobilista era stato anche avvisato. Due mezzi fermi, passeggeri trasferiti su un altro bus. Il pregiudizio è stato reale e concreto in quel caso».
Il comandante della polizia locale di Sassari Gianni Serra era stato tra i primi a livello nazionale a occuparsi delle vicende relative alla sosta selvaggia e al rischio denuncia per interruzione di servizio pubblico.
Sotto osservazione, in particolare, erano finite le cosiddette “soste al volo”: quelle di automobilisti con l’abitudine di fermare il veicolo dove capita, anche sui binari di Sirio per andare al bar, all’edicola o in qualche altro esercizio commerciale per ritirare la merce da acquistare.
L’orientamento della Cassazione è chiaro, aveva già spiegato allora il comandante della polizia locale: «Quando il mezzo resta bloccato e l’automobilista non viene rintracciato subito allora scatta la contestazione del reato. E la sentenza di condanna di Firenze (tra le prime) si fonda sul fatto che l’automobilista era stato anche avvisato. Due mezzi fermi, passeggeri trasferiti su un altro bus. Il pregiudizio è stato reale e concreto in quel caso».
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