evento in umbria
Sara canta “Non potho reposare” e incanta Mogol
SASSARI. Sara studia all’Università e quando ha un po’ di tempo libero canta in un coro. Sara adora la sua Sardegna. Per questo, quando le hanno chiesto di intervenire all’evento conclusivo di “Tutti...
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SASSARI. Sara studia all’Università e quando ha un po’ di tempo libero canta in un coro. Sara adora la sua Sardegna. Per questo, quando le hanno chiesto di intervenire all’evento conclusivo di “Tutti parlano la lingua dei segni”, organizzato dall’Unione italiana ciechi in Umbria, Sara lo ha fatto intonando “Non potho reposare”, una delle più belle canzoni d’amore che siano mai state scritte. Ad ascoltarla c’era Giulio Rapetti, in arte Mogol che l’ha abbracciata e le ha sussurrato: «Canti meglio della Pausini». Quella esecuzione e quel complimento sono state le due grandi soddisfazioni che la sassarese Sara Cocciu, 20 anni tra qualche giorno, studentessa al secondo anno del corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale dell’Università di Sassari, ha condiviso con tutta la sezione sassarese dell’Unione italiana ciechi che la ragazza ha rappresentato al Cet di Avigliano Umbro. Si è conclusa con un emozionante fuori programma la recente trasferta dell’Uici di Sassari. È infatti toccato a Sara il compito di intonare il classico della canzone isolana di fronte a Mogol, presente all’evento nelle vesti di padrone di casa. «Sara, corista dell’Insieme vocale Nova Euphonia diretto dal maestro Vincenzo Cossu – si legge in una nota dell’Uici di Sassari – , ha collaborato al progetto che si è concluso con una esibizione fuori dal comune: i bambini, accompagnati e diretti dall’insegnante Paola Torcolini, hanno cantato “Un amico è così”, nella lingua dei segni». Sara, che è stata accompagnata dalla madre Patrizia Scanu, racconta divertita il retroscena di quella esecuzione. «È stata la moderatrice dell’evento Paola Torcolini a chiedermi una canzone della tradizione sarda. La scelta è inevitabilmente caduta su “Non potho riposare” e il pianista Alessandro Mariani mi ha accompagnato». «Mogol è stato affettuoso – conclude – e alla fine mi ha fatto un complimento bellissimo».
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