il progetto
Ambientalisti e costruttori uniti per salvare l’ex orto botanico
SASSARI. L’ex Orto botanico simbolo della campagna #bloccadegrado, l’iniziativa dell’Ance, finalizzata a sensibilizzare le istituzioni sull’emergenza degrado nei centri urbani. Già oggetto di azioni...
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SASSARI. L’ex Orto botanico simbolo della campagna #bloccadegrado, l’iniziativa dell’Ance, finalizzata a sensibilizzare le istituzioni sull’emergenza degrado nei centri urbani. Già oggetto di azioni di tutela da parte del Comitato Ambiente Sassari e del Comitato San Giuseppe, il progetto di rilancio dell’area verde, di cui rimangono tracce importanti delle antiche serre dell’orto, amplia la rete dei sostenitori per la riqualificazione del luogo. Ambientalisti e costruttori, pertanto, uniti dalla stessa missione: restituire alla città decoro urbano, verde pubblico fruibile da tutti i cittadini. Una “resilienza urbana”, capace di offrire risposte innovative ed esplorare nuove forme di finanziamento a copertura dei costi. La rinascita dell’Ex orto botanico nella zona del Meridda potrebbe passare proprio da questo percorso. Già da qualche anno i due Comitati hanno posto le basi per il riconoscimento pubblico del valore storico e ambientale dei quattromila metri quadrati di verde, con l’ambizioso progetto di un giardino della memoria.
La sede dei costruttori a Villa Mimosa ha ospitato il convegno che ha richiamato numerosi partecipanti, tra cui amministratori, storici e intellettuali. La storia del luogo, illustrata dal Piero Atzori, inizia nel ’600 con il convento dei carmelitani, poi la creazione nel 1903 dell’orto botanico, dismesso nel 1928 ma sopravvissuto fino a tutti gli anni settanta, con una rilevante parte, tra cui l’antica serra, ancora presente. Poi è intervenuto Emanuele Farris evidenziando l’importanza ecologica dell’ex orto e la sua centralità nel sistema del verde cittadino. Gli architetti Palmieri e Sotgiu hanno illustrato il progetto preliminare, donato nel 2018 all’aministrazione comunale, che prevede la realizzazione di un parco urbano naturalistico e il recupero conservativo dell’antica serra. L’importanza urbanistica è stata affrontata dal direttore del Dadu, Paola Pittaluga. Il soprintendente Bruno Billeci ha rimarcato l’enorme patrimonio di reperti da salvaguardare. In chiusura gli organizzatori hanno rivolto a Soprintendenza e Comune l’invito a riqualificare l’area di grande valore sociale e naturalistico.
La sede dei costruttori a Villa Mimosa ha ospitato il convegno che ha richiamato numerosi partecipanti, tra cui amministratori, storici e intellettuali. La storia del luogo, illustrata dal Piero Atzori, inizia nel ’600 con il convento dei carmelitani, poi la creazione nel 1903 dell’orto botanico, dismesso nel 1928 ma sopravvissuto fino a tutti gli anni settanta, con una rilevante parte, tra cui l’antica serra, ancora presente. Poi è intervenuto Emanuele Farris evidenziando l’importanza ecologica dell’ex orto e la sua centralità nel sistema del verde cittadino. Gli architetti Palmieri e Sotgiu hanno illustrato il progetto preliminare, donato nel 2018 all’aministrazione comunale, che prevede la realizzazione di un parco urbano naturalistico e il recupero conservativo dell’antica serra. L’importanza urbanistica è stata affrontata dal direttore del Dadu, Paola Pittaluga. Il soprintendente Bruno Billeci ha rimarcato l’enorme patrimonio di reperti da salvaguardare. In chiusura gli organizzatori hanno rivolto a Soprintendenza e Comune l’invito a riqualificare l’area di grande valore sociale e naturalistico.
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