«Torres sfrattata? Razzismo sportivo»

La concessione negata. Alba Canu: danno per le nuove leve Leonardo Marras: serve un sussulto d’orgoglio delle donne

SASSARI. Lo sfratto della Torres femminile dall’ex “campo nero” dietro le gradinate del Vanni Sanna comprensibilmente ha scatenato reazioni in città. La notizia del mancato rinnovo della concessione da parte del Comune – che ne rientrerà pienamente in possesso dividendo l’utilizzo del campo tra squadre dilettantistiche del territorio – ha fatto sobbalzare Alba Canu, ex assessora allo Sport nella giunta di Nicola Sanna.

«È assurdo che il sindaco e la giunta comunale si impegnino a “sgambettare” la squadra della Torres femminile – attacca la Canu – in un momento in cui il calcio giocato dalle donne è finalmente apprezzato e sostenuto a livello nazionale, e si spera che presto lo sia al pari di quanto avviene in Europa e nel mondo». Ipotizza scenari di certo poco ottimistici l’ex assessora: «Con il mancato rinnovo della concessione del campo di allenamento, sommato alla difficoltà a far giocare la squadra nello stadio “Vanni Sanna” durante il campionato, il sindaco crea le condizioni per limitare la partecipazione delle nuove leve sassaresi allo sport del calcio e respinge fuori dalla città la squadra femminile più blasonata d’Italia». E punta il dito contro le promesse fatte e ora mancate: «Tutto ciò avviene con buona pace della sbandierata elettorale sulla Città dello sport, evidentemente preclusa al calcio femminile, e delle azioni positive per incrementare e sostenere lo sport praticato dalle donne».

Sulla stessa linea Leonardo Marras, storico ex presidente della Torres femminile all’epoca di scudetti e Champions league che parla di vero e proprio «razzismo sportivo». «Sono rimasto basito e dispiaciuto quando ho letto la notizia sul giornale. Ma in fin dei conti la cosa non mi meraviglia poi tanto – commenta Marras – La storia si ripete. Ai miei tempi fummo trattati allo stesso modo. Ricordo la vicenda del campo di Carbonazzi, ad esempio, costruito per essere consegnato alla Torres femminile. Ma all’ultimo momento ci fu portato via. Il presidente Budroni ha fatto e sta facendo tanto per rilanciare la società dopo la situazione disastrosa in cui l’aveva lasciata il suo predecessore ma la verità è che dello sport femminile non frega niente a nessuno». Leonardo Marras insiste invece sulla sua importanza e invoca «un sussulto d’orgoglio da parte delle amministratici donne, siano esse assessore, consigliere, dirigenti. Ora si deve fare battaglia». (na.co.)

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