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Sassari

Torres femminile sfrattata Il Comune: «Scelta giusta»

di Giovanni Bua
Torres femminile sfrattata Il Comune: «Scelta giusta»

L’amministrazione non rinnoverà la convenzione per il campetto al Vanni Sanna «Riportata regolarità e trasparenza sull’utilizzo di un bene della collettività» 

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SASSARI. Le giovanili della Torres femminile dovranno lasciare il campetto di allenamento al Vanni Sanna, faticosamente recuperato in due anni di lavoro. E lo spazio, diventato nel mentre un gioiellino in erbetta a costo zero per l’amministrazione, sarà assegnato attraverso un avviso pubblico, rivolto alle società sportive dilettantistiche di calcio del territorio, in modo da «riportare condizioni di regolarità e trasparenza nelle concessioni di beni collettivi». Così l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gian Vittorio Campus, che tira dritto di fronte a proteste, appelli (l’ultimo dalla leggendaria Carolina Morace) e tentativi di mediazione. E conferma la delibera con cui, ai primi di ottobre, ha stabilito di non rinnovare la convenzione con la quale il campo (ai tempi un discarica a cielo aperto, coperta di rovi ed erbacce) era stato assegnato, previo recupero e dietro il pagamento di un canone annuo (raddoppiato nel 2018) alle giovanili della gloriosa squadra rossoblù.

Convenzione scaduta il 30 giugno 2019 ma, secondo gli accordi, rinnovabile per ulteriori dodici mesi. Fatta su un terreno che nessuno da anni chiedeva in uso (l’ultimo tentativo di recupero parziale era stato fatto dalla Torres maschile di Capitani nel 2014), che il Comune aveva deciso di concedere tenendo anche conto dell’importanza della valorizzazione dello sport femminile in città, e in particolare della necessità di supportare la rinascita della gloriosa Torres, la società più titolata d’Italia, rinata nel 2015 dopo una serie di traversie societarie che avevano portato all’esclusione dalla serie A.

Una rinascita che il presidente Budroni (che ha gli uffici della società sotto la gradinata del Vanni Sanna) tenta di puntellare con un sempre più florido settore giovanile: una quarantina di ragazze che proprio nel “campetto” si allenano.

Una storia delicata e complicata, sopra cui l’amministrazione ha deciso di tirare un tratto di penna. «La nostra intenzione – spiega una nota firmata dall’ufficio stampa – è quella di non penalizzare nessuno ma di riportare condizioni di regolarità e trasparenza nelle concessioni di beni collettivi. L'amministrazione comunale di allora aveva accolto, con deliberazione di giunta nell'agosto 2016, la richiesta di affidare direttamente alla Torres Femminile, pur in assenza di gara, la concessione in uso esclusivo del campetto, a fronte degli interventi di ripristino concordati e di una contribuzione mensile, oltre ad accogliere la richiesta di utilizzo dei locali destinati a uffici. Successivamente, con un'altra deliberazione di giunta a fine ottobre 2017, l’utilizzo del campetto, unitamente ai locali destinati ad uffici, è stato concesso fino al 30 luglio 2019, salvo proroga di un ulteriore anno. L'attuale amministrazione intende regolarizzare l'assegnazione di una struttura sportiva di proprietà comunale, facendola rientrare nell'ambito delle regole previste dal regolamento comunale sulla gestione degli impianti sportivi, anche in considerazione del fatto che negli ultimi anni si è accentuato il problema della carenza di impianti, soprattutto nel settore giovanile».

La Torres dunque: «come tutte le altre che ne hanno i requisiti, potrà partecipare al bando pubblico per l'utilizzo del campetto in erba di pertinenza dello stadio Vanni Sanna, anche per questa stagione». Bando che però prevede l’assegnazione a tre società, per un massimo di 6 ore settimanali, senza nessun parametro, per quanto è dato sapere, che privilegi in alcun modo le atlete rossoblù e lo sport femminile in genere, o premi la società per aver rimesso a nuovo un campo fino ad allora di fatto inesistente. Campo che difficilmente reggerà all’utilizzo intensivo di più società, e che rischia di costare in manutenzione all’amministrazione molto più di quanto ne ricaverà dai canoni di affitto. Una scelta che inevitabilmente allontanerà ancor di più le ragazze della Torres, che già giocano le partite di campionato a Usini, dalla città. E che renderà più difficile il suo ritorno nell’olimpo del calcio femminile, il luogo che per impegno, valore e tradizione, le compete.

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