Marinaio morto a bordo del cargo, primi indagati

All’Istituto di Patologia forense l’autopsia sul corpo del 24enne. L’inchiesta della Procura mira a stabilire se i marittimi operassero in sicurezza 

PORTO TORRES. É prevista per questa mattina all’Istituto di Patologia forense di Sassari l’autopsia sul corpo del marinaio bulgaro di 24 anni morto lunedì 7 ottobre in un incidente sul lavoro a bordo del cargo Euroferry Malta in navigazione da Cagliari verso Porto Torres.

La nave è ancora bloccata nello scalo marittimo turritano e gli investigatori della Capitaneria di porto stanno completando gli accertamenti disposti dalla procura della Repubblica di Sassari. L’inchiesta è affidata al pubblico ministero Enrica Angioni. Già oggi - una volta completato l’esame da parte del medico legale - nel fascicolo aperto per omicidio colposo potrebbero comparire i nomi dei primi indagati. Gli inquirenti stanno valutando tutti gli aspetti relativi all’incidente: la ricostruzione ufficiale dei testimoni avrebbe confermato che quattro marinai che si trovavano sul ponte sarebbero stati travolti da un’onda violenta che ha spazzato il ponte del cargo e li ha scaraventati contro una grata. Il 24enne era morto sul colpo, feriti altre tre marinai (connazionali) che sono stati ricoverati in ospedale a Sassari (con traumi ed escoriazioni) dopo che la nave - nel primo pomeriggio di lunedì - ha ormeggiato nel porto di Porto Torres.


L’inchiesta mira ad accertare in particolare se e chi avrebbe impartito l’ordine alla squadra di effettuare un controllo sul ponte nel momento in cui imperversava una bufera con mare forza 7 e se le operazioni si sono svolte in condizione di sicurezza. Oggi si dovrebbero concludere anche gli accertamenti da parte della Capitaneria.

E ieri sulla vicenda è intervenuto ancora il segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu. «Lunedì scorso, è stata la volta di un marittimo. Un lavoratore di nazionalità bulgara imbarcato in una delle navi Grimaldi. Altri suoi tre colleghi sono rimasti feriti».

Boeddu ha posto ancora una volta l’accento sulle norme di sicurezza. «Alcuni lavori, e tra questi c’è quello che svolgono sia marinai sia i portuali sono ad altissimo rischio di infortuni. Per questa ragione, in attesa dell’esito dell’inchiesta, la Cgil ritiene «non più rinviabile un controllo maggiore è più serrato su tutto quello che attiene il rispetto delle regole legate alla sicurezza. I lavoratori del porto debbono fare tutte le operazioni tipicamente portuali per le quali sono stati e vengono formati. Così come i marittimi debbono occuparsi delle loro attività».


 

WsStaticBoxes WsStaticBoxes