Sassari, scale coperte di siringhe: il video diventa virale
Aghi insanguinati a pochi passi dalla sede di un’associazione che assiste disabili. L’autore del filmato: «Giudicate voi questa incredibile e pericolosa situazione»
SASSARI. I gradini coperti di siringhe con gli aghi insanguinati, sporcizia ovunque e una sensazione di profondo degrado. Immagini allarmanti che in poche ore hanno fatto il giro della città mostrando a tutti la realtà della tossicodipendenza da eroina, tornata ad essere una emergenza sociale. Tutto in un breve video, girato per sensibilizzare i sassaresi e le autorità competenti. Una diretta facebook che in poche ore ha registrato centinaia di condivisioni e quasi diecimila visualizzazioni.
È diventato virale il documento girato da Mario Serra, volontario dell’associazione “La Sorgente” che assiste persone con disabilità, nei paraggi della sede del sodalizio in via Bottego 37 a Sassari. L’altro ieri Serra ha filmato i gradini frequentati, per iniettarsi la dose, dai tossicodipendenti che frequentano la zona. «Questo è Latte Dolce, bellissimo quartiere dove ci sono anche bambini e la nostra sede della Sorgente – ha esordito Mario Serra –. Ma volevo farvi vedere anche l’altro lato del quartiere, e non perché qui ci sia tanta gente in difficoltà, quanto perché qui si radunano i tossicodipendenti visto che qualcuno spaccia».
«Adesso – ha proseguito il volontario, rivolgendosi ai suoi amici di Facebook e mostrando un tappeto di siringhe – giudicate voi questa situazione incredibile». L’appello-denuncia di Mario Serra ha scatenato una ondata di commenti e di proteste. «Il nostro socio ha sollevato un problema di enorme gravità – ha scritto un altro volontario –. A pochi metri ci sono una scuola di ballo e la nostra sede, dove accogliamo disabili e spesso anche loro parenti con bambini. Cosa dobbiamo fare davanti ad una gravità del genere, dove sono gli amministratori, dove il personale preposto dove la sorveglianza?». Il problema, ha ricordato lo stesso autore del video, non è solo ripulire immediatamente tutta la zona da quelle siringhe con cui bambini e passanti potrebbero ferirsi, «ma evitare che ci sia questo degrado e combattere lo spaccio». L’eroina che sembrava essere stata debellata è ritornata a colpire. Lo pensa anche Gavino Manunta, coordinatore della associazione presieduta da Maria Lauro. A lui quel tappeto di siringhe riporta in mente la situazione del 2004, quando i locali di via Bottego vennero concessi dal Comune alla associazione La Sorgente. «All’epoca in via Bottego c’era il Sert – dice Manunta –, poi spostato in altri punti della città. Ricordo i cumuli di spazzatura e di siringhe abbandonate». Oggi come allora.
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