Lunedì riapre l’ospedale didattico veterinario
L’Università concede due tecnici amministrativi a tempo e i medici decidono di riprendere le attività
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SASSARI. Dopo un mese di chiusura, l’ospedale didattico veterinario di via Vienna riaprirà i battenti. La decisione arriva dopo una riunione del Dipartimento di Veterinaria, che ha convocato i docenti, i ricercatori e tutti i 72 membri.
Perciò, se tutto andrà come da programma, lunedì la clinica potrà riprendere l’attività che si era interrotta il 26 settembre scorso.
Le difficoltà di gestione contabile che ingolfavano l’operato dello staff medico è stato temporaneamente risolto. Infatti due tecnici amministrativi presteranno il loro servizio per alcune ore al giorno. Saranno utilissimi per smaltire tutto l’arretrato di fatture, pagamenti e conteggi che ricadeva sulle spalle dei veterinari. I quali erano già impegnati nelle visite, in sala operatoria e anche nella didattica per gli studenti universitari. Dover sbrigare anche la parte economica dell’ospedale, provvedendo all’emissione di fatture, ritirando i pagamenti dai privati, e dando i resti, alla fine era diventato un aggravio di lavoro per loro insostenibile. Più volte il direttore sanitario della Clinica di via Vienna si era rivolta al rettore Carpinelli sollecitando un maggiore sostegno da parte dell’Ateneo. Ma le istanze non avevano ottenuto alcun riscontro. Ecco che il 26 settembre, in accordo con il DIpartimento di Veterinaria, si è arrivati al braccio di ferro vero e proprio, con lo staff medico che ha deciso di chiudere le porte. Perciò gli utenti privati che si rivolgevano alla struttura, per un mese sono stati costretti a ripiegare sulle cliniche di Oristano e di Assemini. Invece l’Ospedale sassarese ha continuato ad occuparsi delle emergenze, come i cani vaganti investiti e trasportati d’urgenza nell’ambulatorio.
Adesso l’apporto dei due tecnici amministrativi alleggerirà il sovraccarico di lavoro al quale era sottoposto lo staff di Maria Lucia Manunta.
L’Università, se da un lato ha concesso un temporaneo potenziamento di organico per consentire la ripresa dell’attività assistenziale e didattica, sull’altro versante ha voluto mostrare la propria autorità. Infatti ha disposto un’inchiesta interna per far chiarezza sulla gestione dell’Ospedale didattico e sulle motivazioni che hanno portato alla sospensione del 26 settembre.
L’auspicio del Dipartimento di veterinaria e naturalmente dei medici della Clinica è che il reclutamento degli amministrativi non resti un provvedimento tampone, ma che sia solo un primo step della stabilizzazione successiva di una figura tecnica indispensabile per l’ospedale.
Perciò, se tutto andrà come da programma, lunedì la clinica potrà riprendere l’attività che si era interrotta il 26 settembre scorso.
Le difficoltà di gestione contabile che ingolfavano l’operato dello staff medico è stato temporaneamente risolto. Infatti due tecnici amministrativi presteranno il loro servizio per alcune ore al giorno. Saranno utilissimi per smaltire tutto l’arretrato di fatture, pagamenti e conteggi che ricadeva sulle spalle dei veterinari. I quali erano già impegnati nelle visite, in sala operatoria e anche nella didattica per gli studenti universitari. Dover sbrigare anche la parte economica dell’ospedale, provvedendo all’emissione di fatture, ritirando i pagamenti dai privati, e dando i resti, alla fine era diventato un aggravio di lavoro per loro insostenibile. Più volte il direttore sanitario della Clinica di via Vienna si era rivolta al rettore Carpinelli sollecitando un maggiore sostegno da parte dell’Ateneo. Ma le istanze non avevano ottenuto alcun riscontro. Ecco che il 26 settembre, in accordo con il DIpartimento di Veterinaria, si è arrivati al braccio di ferro vero e proprio, con lo staff medico che ha deciso di chiudere le porte. Perciò gli utenti privati che si rivolgevano alla struttura, per un mese sono stati costretti a ripiegare sulle cliniche di Oristano e di Assemini. Invece l’Ospedale sassarese ha continuato ad occuparsi delle emergenze, come i cani vaganti investiti e trasportati d’urgenza nell’ambulatorio.
Adesso l’apporto dei due tecnici amministrativi alleggerirà il sovraccarico di lavoro al quale era sottoposto lo staff di Maria Lucia Manunta.
L’Università, se da un lato ha concesso un temporaneo potenziamento di organico per consentire la ripresa dell’attività assistenziale e didattica, sull’altro versante ha voluto mostrare la propria autorità. Infatti ha disposto un’inchiesta interna per far chiarezza sulla gestione dell’Ospedale didattico e sulle motivazioni che hanno portato alla sospensione del 26 settembre.
L’auspicio del Dipartimento di veterinaria e naturalmente dei medici della Clinica è che il reclutamento degli amministrativi non resti un provvedimento tampone, ma che sia solo un primo step della stabilizzazione successiva di una figura tecnica indispensabile per l’ospedale.
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