La Nuova Sardegna

Sassari

La sicurezza al centro della Giornata del Medico

Il presidente Addis: «Giovani spesso soli ad affrontare situazioni pericolose». Medaglie a 19 “veterani”

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SASSARI. È stata la sicurezza dei medici, soprattutto di quelli alla prima esperienza professionale, il tema centrale della relazione di Nicola Addis alla Giornata del Medico che è stata celebrata nell’aula magna dell’Università. Relazione che ha naturalmente toccato altri punti, il rispetto della deontologia professionale su tutti, ma che ha dedicato ampio spazio a una quasi accorata richiesta di attenzione per la sicurezza degli operatori sanitari. Un campanello di allarme che è stato fatto risuonare forte e chiaro, dopo gli episodi di violenza registratisi anche nel pronto soccorso di Sassari, nella più solenne delle cerimonie che coinvolgono i camici bianchi. Chi conosce il presidente sapeva che Nicola Addis avrebbe puntato sulla tutela delle colleghe e dei colleghi più giovani. La loro incolumità gli è stata infatti sempre molto a cuore e infatti, nel suo lungo e a tratti appassionato intervento, ha ricordato alla platea di colleghi e di autorità i numeri allarmanti delle aggressioni subite da medici e personale sanitario negli ospedali. I più esposti, ha detto, sono sempre i medici delle guardie mediche, che si trovano molto spesso soli ad affrontare situazioni pericolose.

«Quest’estate seguivo costantemente l’attività dei giovani colleghi, spesso al primo incarico – ha detto il presidente –, assegnati ai vari punti di Guardia medica turistica». «Le lamentele erano giustificate – ha aggiunto Nicola Addis –. Da qualche anno la Regione ha pensato bene di risparmiare sulla vigilanza alle sedi di guardia turistica, almeno quelle lontane dai punti di guardia medica che invece hanno il vigilante. I giovani colleghi hanno chiesto il mio intervento. Dopo un lungo batti e ribatti con Ats è stato concesso che il turno di notte fosse espletato in coppia e che le chiamate per visite domiciliari notturne venissero deviate alla guardia medica più vicina, coperta da Vigilanza». Un primo passo, ha precisato il presidente, cui devono seguire altri provvedimenti.

Nel corso della cerimonia, come sempre conclusa con il giuramento dei giovani medici abilitatisi nel 2019, sono stati premiati i dottori che hanno compiuto cinquant’anni di professione. Si tratta di Nicola Angelo Lai (che l’anno scorso non aveva potuto ritirare la medaglia), Giovanni Maria Baule, Benedetto Bortone, Luisella Casu, Giovanna Rosa Congiatu, Franco Contu, Giovanni Corda, Francesco Crotti, Stefano Fabio, Pasqualina Fanzecu, Rossana Viviana Ganau, Mario Palmerio Lai, Antonio Lorenzoni, Giovannino Massarelli, Battistina Parodo, Gian Franco Pittalis, Giovanna Puliga, Francesco Pusceddu, Salvatore Sassu e Mario Tanda. La dottoressa Giovanna Rosa Congiatu, decana dei premiati, ha consegnato la pergamena con il giuramento professionale e il codice di deontologia medica ai colleghi più giovani: Marco Manicone dei medici chirurghi e Manuela Floris degli odontoiatri «a simboleggiare – ha spiegato il presidente – una sorta di passaggio di testimone professionale». I due giovani medici hanno letto il Giuramento e i loro colleghi hanno risposto a voce alta «lo giuro».

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