via amendola
Ladri in azione nel negozio di profumi
Le telecamere interne hanno ripreso due giovani a volto scoperto
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SASSARI. Sono entrati alle 22.50, mercoledì notte, i fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza hanno impresso data e orario. Hanno volto scoperto, e non portano nemmeno guanti.
Piuttosto spregiudicati per un colpo in un negozio di cosmetici in una via molto trafficata. Hanno scassinato la porta principale di Bellezzaecobio, al numero 21 di via Amendola e in appena tre minuti hanno arraffato tutto ciò che potevano. Niente profumi, quelli li hanno lasciati sugli scaffali.
I ladri si sono diretti subito verso il registratore di cassa e hanno manomesso il registratore di cassa. Hanno preso il contante, circa 200 euro, e poi hanno controllato un po’ in giro.
«Purtroppo – dicono i titolari Alessandra Sizzia e Agostino Sechi – all’interno del negozio c’era anche il nostro notebook, con l’hard disk pieno di file personali. Più che il danno economico che il blitz ci ha arrecato, ciò che ci fa più male è il danno affettivo. In quel portatile ci sono tanti ricordi, le foto del bambino, e ci dispiacerebbe perderle per sempre».
I due esercenti hanno sporto denuncia e gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Sono abbastanza buie, immagini con sistema a infrarossi, ma le identità dei malviventi potrebbero essere individuate.
Oltretutto nel negozio sono intervenuti anche gli specialisti della scientifica che hanno prelevato numerose impronte. (lu.so.)
Piuttosto spregiudicati per un colpo in un negozio di cosmetici in una via molto trafficata. Hanno scassinato la porta principale di Bellezzaecobio, al numero 21 di via Amendola e in appena tre minuti hanno arraffato tutto ciò che potevano. Niente profumi, quelli li hanno lasciati sugli scaffali.
I ladri si sono diretti subito verso il registratore di cassa e hanno manomesso il registratore di cassa. Hanno preso il contante, circa 200 euro, e poi hanno controllato un po’ in giro.
«Purtroppo – dicono i titolari Alessandra Sizzia e Agostino Sechi – all’interno del negozio c’era anche il nostro notebook, con l’hard disk pieno di file personali. Più che il danno economico che il blitz ci ha arrecato, ciò che ci fa più male è il danno affettivo. In quel portatile ci sono tanti ricordi, le foto del bambino, e ci dispiacerebbe perderle per sempre».
I due esercenti hanno sporto denuncia e gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Sono abbastanza buie, immagini con sistema a infrarossi, ma le identità dei malviventi potrebbero essere individuate.
Oltretutto nel negozio sono intervenuti anche gli specialisti della scientifica che hanno prelevato numerose impronte. (lu.so.)
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