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Ozieri, mancano le sacche di alimentazione: costretti a riciclare quelle usate

Ozieri, mancano le sacche di alimentazione: costretti a riciclare quelle usate

Diventa virale un video in cui un presidio viene preso dalla spazzatura, sterilizzato e riutilizzato

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OZIERI. Ha aperto un ampio dibattito la segnalazione apparsa domenica su queste pagine dei gravi disagi che si stanno verificando a Ozieri e nel territorio per le carenze di presidi medici per i pazienti dell’assistenza domiciliare. Nelle dotazioni consegnate settimanalmente alle famiglie manca sempre qualcosa: garze, pomate, alimenti e persino le sacche per somministrare gli alimenti stessi. Il caso segnalato dalla signora Rita ha avuto ampia eco anche su Facebook, grazie alla condivisione da parte del marito Giovanni Maria del video nel quale si vede la donna che ricicla la sacca usata prelevandola dalla spazzatura prima di metterla a bollire nell’acqua.

Un video con più di 16mila visualizzazioni, che ha fatto il giro dell’isola e non solo, accumulando condivisioni e commenti sia di solidarietà sia di testimonianze di casi analoghi che si verificano in tutto il territorio della Sardegna. Se dopo le lamentele della signora Rita e del marito, e un paio di telefonate alle orecchie giuste, sei sacche per l’alimentazione sono state recapitate al loro domicilio, non si può dire che quella sia stata la soluzione al problema.

«Ora aspettiamo cosa succederà mercoledì prossimo, giornata di consegna, e vedremo cosa ci manderanno - dice Rita -. Sono già preoccupata, perché il materiale che ci consegneranno dovrà durarci per quindici giorni, e non per una settimana come al solito, perché il sistema si fermerà per un po’, ci hanno detto, a causa dell’accorpamento delle due farmacie di Sassari da dove arriva il materiale».

Si spera in una boccata di buon senso, da parte di tante persone che in questi giorni, dopo la segnalazione di Rita, stanno lamentando analoghi disagi anche ai nostri contatti. Qualcuno pensa anche di preparare un esposto alla Procura della Repubblica, ma occorrerà valutare se ce ne siano gli estremi. Nel frattempo le famiglie dei pazienti Adi si arrangiano con quello che hanno, e molti devono provvedere da sé ad acquistare di tasca propria le cose che mancano. Una situazione che non tutte le famiglie possono sostenere. (b.m.)
 

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