I futuri medici crescono dietro i banchi dell’Azuni

Nel liceo sarà attivo da quest’anno il nuovo percorso di orientamento Previsti moduli di formazione in aula e laboratori ed esperienze sul campo

SASSARI. Da liceali a professionisti della sanità? Ora è possibile, tra i banchi dello storico Liceo Classico, Musicale e Coreutico “Azuni”. L’Istituto di via Rolando è infatti l’unico della provincia di Sassari, dopo la partecipazione al bando pubblico indetto dal Ministero dell’Istruzione, ad avere ottenuto il percorso di potenziamento e orientamento “Biologia con curvatura biomedica”.

Saranno 130 i licei classici e scientifici in tutta Italia a fruire di questo nuovo percorso didattico, nato dalla proficua collaborazione tra la Direzione generale degli ordinamenti scolastici e la presidenza degli Ordini dei medici, dei chirurghi e degli odontoiatri. Il percorso biomedico ha recepito il modello ideato e sperimentato dal Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, che fa da scuola capofila nazionale e ha il compito di predisporre la piattaforma web su cui condividere modello organizzativo e contenuti didattici.

Venerdì, alle 11 nell’aula magna della sede centrale del Liceo Azuni, in via Rolando, il nuovo percorso didattico, già attivo dall’inizio dell’anno scolastico, verrà presentato dal dirigente scolastico, Roberto Cesaraccio, dal presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Sassari, Nicola Addis, dal vicepresidente Salvatore Lorenzoni e dai docenti Giannina Piras e Fabio Di Pietro, rispettivamente referente del percorso e delegato del dirigente nell’incontro per l’avvio del nuovo iter didattico al Ministero dell’Istruzione a Roma. «La sperimentazione del nuovo percorso - spiega Roberto Cesaraccio - avrà una durata triennale, una struttura flessibile e si articolerà in periodi di formazione in aula e di apprendimento in laboratorio. L’obiettivo è quello di fornire risposte concrete alle esigenze di orientamento post-diploma degli studenti, per facilitarne le scelte sia universitarie che professionali». Già dalla terza classe del liceo, infatti, gli alunni potranno verificare se abbiano le attitudini e la volontà di intraprendere un percorso di formazione in ambito sanitario. I corsi prevedono moduli di formazione in aula e di didattica laboratoriale, con un monte ore annuale di 50 ore, 20 delle quali tenute da docenti interni di scienze, 20 da medici indicati dall’Ordine provinciale di categoria e 10 ore “sul campo” presso strutture sanitarie, ospedali e laboratori di analisi anch’essi individuati dall’Ordine professionale. Una cabina di regia nazionale, composta da rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, coordinerà l’attività e valuterà l’efficacia dei risultati scientifici ottenuti a fine percorso.

«Pur non avendo potuto aderire alla precedente edizione per difficoltà contingenti - precisa Nicola Addis - i consiglieri e la presidenza dell’Ordine provinciale dei Medici hanno sempre condiviso le finalità della sperimentazione. Una condivisione non priva di preoccupazioni per l’impegno e la responsabilità derivanti dal ruolo che siamo chiamati a svolgere, anche se molte preoccupazioni sono state fugate dopo le informazioni ricevute nella recente riunione tenutasi al Ministero dell’Istruzione, dove ci è stato illustrato il meccanismo di gestione del percorso già ampiamente collaudato. L’entusiasmo sta contagiando i colleghi e molti hanno dato la disponibilità per gli insegnamenti del primo modulo, dunque abbiamo motivo di ritenere che in tempi brevi si riusciranno a coprire anche i moduli successivi». Sono già in corso di definizione anche gli accordi per lo svolgimento delle attività laboratoriali presso varie strutture sanitarie, per garantire un’attività pratica che fornisca agli studenti ulteriori stimoli di apprendimento. Si apre davvero un nuovo orizzonte, dunque, anche a Sassari, per chi aspira ad indossare in futuro un camice bianco.



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