Sassari, aumentano in città le infezioni da Hiv e i casi di malattia

Il Mos, con il progetto “Usa la TESTa”, risponde con un test rapido e anonimo

SASSARI. Dopo la enorme campagna pubblicitaria di sensibilizzazione degli anni ’90, sull’Aids è di nuovo, lentamente quanto colpevolmente, calato il silenzio. E il risultato è drammatico: nel 2018 in città 1 su 4 delle nuove diagnosi di infezione (24%) è stata rilevata solo in seguito all’ospedalizzazione per infezioni opportunistiche Aids correlate. Questo significa che quei o quelle pazienti hanno vissuto inconsapevolmente per 8-10 anni con l’infezione, potendola trasmettere involontariamente a chiunque. A provare a metterci una pezza arriva ora il Mos, con il progetto “Usa la TESTa”: test rapidi per l’HIV anonimi e gratuiti, che ha ripreso dopo la lunga pausa estiva. Il servizio, che avrà cadenza bisettimanale, consiste nell’esecuzione di un test rapido di screening per l’HIV-1 e 2, svolto da un medico e prevede anche un supporto psicologico qualificato in caso di esito positivo o di necessità.

La lunga pausa estiva e il ritardo nella ripresa del servizio sono stati causati principalmente dalla mancanza di test, terminati a luglio dopo la forte affluenza degli ultimi mesi. Ed è proprio per questo, ovvero per la grande richiesta riscontrata, che il Mos ha deciso di proseguire con il progetto per quanto estremamente gravoso per una piccola associazione. «Come denunciato negli anni passati – spiega il Mos in una nota :– e nonostante i cambiamenti seguiti alle battaglie portate avanti, la possibilità di accesso al test in forma anonima e gratuita, nella nostra città, è ancora limitata al solo Palazzo Rosa, con una procedura non immediata e assolutamente non pubblicizzata. A questo si aggiunge la mancanza di un supporto psicologico al momento della consegna del referto, che lascia la o il paziente in preda alle proprie paure e alla propria disinformazione. Le linee guida del ministero della Salute (in linea con quelle dell’Oms) parlano chiaro: il test è il più potente strumento nella lotta all’Hiv, pertanto deve essere reso accessibile in più posti e in orari diversi e soprattutto in forma anonima e gratuita, invogliando così tutte e tutti a verificare il proprio stato sierologico. Conoscere il proprio stato, infatti, significa poter accedere immediatamente alle terapie, inibendo così la proliferazione del virus e l’insorgenza di infezioni opportunistiche che configurano lo stato di Aids. Stato questo che non avremmo mai pensato di vedere nel 2019, eppure i dati del reparto di Malattie Infettive di Sassari sono preoccupanti ma anche molto chiari».

«Pesante – continua la nota – la responsabilità, a tutti i livelli, di chi avrebbe dovuto garantire la salute pubblica e non costringere un’associazione, ovvero il Mos, a combattere ciclicamente per mantenere/ripristinare un servizio essenziale. Il test è infatti considerato alla stregua di uno strumento di prevenzione e sicuramente il più importante, dal momento in cui permette, come già detto, di conoscere il proprio stato e quindi accedere alle terapie, che negativizzando la carica virale, azzerano la possibilità di trasmettere il virus, come riconfermato anche dai più recenti studi scientifici».

«Sono queste le motivazioni che ci obbligano a rilanciare e potenziare “Usa la TESTa”, progetto inserito nella campagna nazionale We Test*, con la competenza e la professionalità derivanti da quasi trent’anni di impegno nella lotta all’Aids, sottolineati anche dal supporto e dalla collaborazione ufficiale della Clinica delle Malattie Infettive che, a causa della riorganizzazione della sanità locale, si è vista togliere la possibilità di effettuare i test di screening». «Ma la nostra passione e il nostro impegno – conclude il Mos – non sono sufficienti a garantire la prosecuzione del servizio, considerato principalmente l’elevato costo dei test rapidi. Per questo facciamo un appello alle istituzioni pubbliche, Regione e Ats/Aou/Asl in primis, e anche alle aziende private per un sostegno concreto al progetto che ci permetta di sopperire ad una delle gravi mancanze della sanità pubblica. L’Aids si può sconfiggere, ma per farlo bisogna usare la TESTa!» Ben venga dunque il fondamentale servizio offerto dal Mos, che avrà cadenza bisettimanale, e che consiste nell’esecuzione di un test rapido di screening per l’HIV-1 e 2, svolto da un medico e prevede anche un supporto psicologico qualificato in caso di esito positivo o di necessità.



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