Arst, la paura di 60 precari «Stabilizzino prima noi»

Il 31 dicembre scade la graduatoria degli idonei: «Il nostro futuro è in bilico» I lavoratori: «Abbiamo aspettato cinque anni, la delusione sarebbe immensa»

SASSARI. Nessuna polemica nelle loro parole ma solo tanta preoccupazione per il futuro. Perché per sessanta lavoratori precari dell’Arst – risultati idonei nella graduatoria concorsuale bandita dall’azienda – lo scenario che si prospetta dopo il 31 dicembre è tutt’altro che nitido.

Da cinque anni aspettano di essere stabilizzati, di poter organizzare la propria vita con una certezza importante: il lavoro a tempo indeterminato. Lo scorso anno avevano scritto una lettera al ministro, alla Regione e alla propria azienda nella quale, come prima cosa, esprimevano «la preoccupazione in merito alla durata e all’utilizzo della graduatoria degli idonei del concorso Arst per operatori di esercizio, pubblicata il 18 giugno 2015» e la cui scadenza era prevista per il 31 dicembre del 2018, poi prorogata al 31 dicembre di quest’anno. L’Arst «si impegnava a fare uso esclusivo di riferimento a quella graduatoria per tutte le tipologie di assunzione. Con deliberazione dell’amministratore unico del 21.12.2017 – spiegavano allora i lavoratori e ribadiscono ancora oggi – la validità di quella graduatoria è stata prorogata prima sino al 31 dicembre 2018 e poi sino al 31 dicembre 2019».

E ora la nuova scadenza si avvicina e il timore cresce. «Il 4 novembre hanno chiamato a visita sino al numero 526 su 586 – spiegano i precari – questi molto probabilmente verranno assunti entro l’anno, rimaniamo una sessantina in attesa ma la graduatoria scade il 31 dicembre. Sappiamo che a dicembre ci saranno chiamate, noi chiediamo solamente di non far scadere la graduatoria al 31, nulla di più».

L’Arst intanto ha fatto un altro bando per assunzioni a tempo determinato per la durata di 36 mesi: «La nostra paura è quella di essere rimpiazzati dalle persone che hanno fatto domanda. Noi non vogliamo andare contro l’azienda, abbiamo fatto una selezione e non sono obbligati ad assumerci tutti, però abbiamo aspettato cinque lunghi anni e la delusione sarebbe immensa».

Da qui rilanciano l’appello forte che già lo scorso anno avevano inoltrato all’Arst, alle autorità competenti e alle istituzioni: «Chiediamo un atto di sensibilizzazione nei nostri confronti perché sia mantenuta valida la graduatoria sino al termine della stessa. Ci permettiamo di suggerire di poterla considerare valida per tutte le assunzioni, anche successive alla data della costituzione delle eventuali aziende di bacino partecipate da Regione, Comuni, ecc., ossia sino a esaurimento della stessa per poter offrire a tutti gli idonei un contratto a tempo indeterminato».

Certezze che si spera possano arrivare quanto prima perché solo in questo modo decine di famiglie potranno ritrovare serenità.

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