Il cyberbullismo non fa più paura
di Donatella Sini
Castelsardo, i liceali firmano il “manifesto” inserito nel progetto di Regione e associazione Babele
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CASTELSARDO. Trentacinque studenti del liceo scientifico e linguistico di Lu Bagnu, promuovono il loro “Manifesto scolastico” per dire “no al bullismo online”. Il proclama è il prodotto finale del progetto “Cittadini Digitali”, finanziato dalla Regione Sardegna e realizzato dall’associazione Babele.
Durante il laboratorio, sotto la guida degli educatori dell’associazione, i ragazzi hanno analizzato e discusso storie di cyberbullismo, viste e vissute, sviluppando una maggiore consapevolezza dei rischi della vita online. Il lavoro ha prodotto anche individuazione di possibili strategie, per evitare o almeno ridurre, i danni creati dalle aggressioni perpetrate attraverso la rete. Una parte importante del laboratorio è stata dedicata al ruolo dei testimoni, come protagonisti fondamentali per la prevenzione ed il contenimento del fenomeno. «Stare vicino alla vittima per farla sentire meno sola e più serena», «formare un gruppo di persone per contrastare le aggressioni in rete» e «rivolgersi all’aggressore per fargli capire l’errore commesso e le possibili conseguenze».
Sono solo alcuni dei consigli, proposti dai ragazzi che sono stati riportati in un opuscolo che offre consigli utili, per stare meglio in rete, rivolti non solo ai coetanei, ma anche alla comunità degli internauti in generale. Il documento è stato illustrato e distribuito ai 150 ragazzi del Liceo, ma è anche consultabile in formato digitale nel sito web cyberpicaro.org. L’ associazione Babele, dal 2003 si occupa di prevenzione del disagio minorile e di educazione alla legalità. In questi ultimi anni si sta dedicando in particolar modo a questo problema del cyber bullismo. Dalle indagini sul territorio sassarese, condotte dall’ Associazione Babele tra il 2014 e il 2017, è emerso che i ragazzi, preadolescenti e adolescenti, che dichiarano di aver subito aggressioni in rete, sono aumentati dal 34% al 48%. La presenza del fenomeno non è trascurabile neanche tra i più piccoli. Il 51% dei bambini di 10 anni coinvolti nell’indagine, dichiara infatti di subire vessazioni, attraverso la rete. Le forme di aggressioni online maggiormente presenti sono rappresentate da molestie attraverso messaggi sul telefonino, pubblicazione in rete di foto personali senza autorizzazione, o addirittura diffusione in rete di filmati umilianti. Spavento, imbarazzo, angoscia, solitudine e isolamento sono le sensazioni che più frequentemente affliggono la vittima. Per far fronte a questa emergenza educativa, anche quest’anno, l’Associazione Babele, in collaborazione con alcuni Istituti scolastici del territorio sassarese, continuerà a portare avanti diversi laboratori educativi, rivolti agli studenti ed incontri di formazione rivolti ad insegnanti e genitori.
Tramite i laboratori i bambini ed i ragazzi avranno l’occasione, basandosi sulla esperienza vissuta, di elaborare strategie per contrastare le varie forme di bullismo e di cyber bullismo e diventare promotori di comportamenti rispettosi, tolleranti, legali e non discriminatori, in particolar modo nel mondo della rete.
Durante il laboratorio, sotto la guida degli educatori dell’associazione, i ragazzi hanno analizzato e discusso storie di cyberbullismo, viste e vissute, sviluppando una maggiore consapevolezza dei rischi della vita online. Il lavoro ha prodotto anche individuazione di possibili strategie, per evitare o almeno ridurre, i danni creati dalle aggressioni perpetrate attraverso la rete. Una parte importante del laboratorio è stata dedicata al ruolo dei testimoni, come protagonisti fondamentali per la prevenzione ed il contenimento del fenomeno. «Stare vicino alla vittima per farla sentire meno sola e più serena», «formare un gruppo di persone per contrastare le aggressioni in rete» e «rivolgersi all’aggressore per fargli capire l’errore commesso e le possibili conseguenze».
Sono solo alcuni dei consigli, proposti dai ragazzi che sono stati riportati in un opuscolo che offre consigli utili, per stare meglio in rete, rivolti non solo ai coetanei, ma anche alla comunità degli internauti in generale. Il documento è stato illustrato e distribuito ai 150 ragazzi del Liceo, ma è anche consultabile in formato digitale nel sito web cyberpicaro.org. L’ associazione Babele, dal 2003 si occupa di prevenzione del disagio minorile e di educazione alla legalità. In questi ultimi anni si sta dedicando in particolar modo a questo problema del cyber bullismo. Dalle indagini sul territorio sassarese, condotte dall’ Associazione Babele tra il 2014 e il 2017, è emerso che i ragazzi, preadolescenti e adolescenti, che dichiarano di aver subito aggressioni in rete, sono aumentati dal 34% al 48%. La presenza del fenomeno non è trascurabile neanche tra i più piccoli. Il 51% dei bambini di 10 anni coinvolti nell’indagine, dichiara infatti di subire vessazioni, attraverso la rete. Le forme di aggressioni online maggiormente presenti sono rappresentate da molestie attraverso messaggi sul telefonino, pubblicazione in rete di foto personali senza autorizzazione, o addirittura diffusione in rete di filmati umilianti. Spavento, imbarazzo, angoscia, solitudine e isolamento sono le sensazioni che più frequentemente affliggono la vittima. Per far fronte a questa emergenza educativa, anche quest’anno, l’Associazione Babele, in collaborazione con alcuni Istituti scolastici del territorio sassarese, continuerà a portare avanti diversi laboratori educativi, rivolti agli studenti ed incontri di formazione rivolti ad insegnanti e genitori.
Tramite i laboratori i bambini ed i ragazzi avranno l’occasione, basandosi sulla esperienza vissuta, di elaborare strategie per contrastare le varie forme di bullismo e di cyber bullismo e diventare promotori di comportamenti rispettosi, tolleranti, legali e non discriminatori, in particolar modo nel mondo della rete.
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