La Nuova Sardegna

Sassari

l’allarme dell’esperta 

Ittiri si interroga sul disagio giovanile

La pedagogista Manuela Soro: «La Regione trovi le strade giuste»

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ITTIRI. Anche Ittiri non sfugge al malessere giovanile. Lo dimostrano i dati relativi alla crescita del disagio sociale per questa fascia di popolazione che riguardano l’isola e che toccano anche il paese della provincia di Sassari.

A lanciare l’allarme è Manuela Soro, pedagogista, professionista nel sociale, che vanta un passato da amministratore locale a Ittiri, dove viene ricordata per le tante battaglie intraprese a tutela delle fasce più deboli, attualmente impegnata nello studio sulle origini e le cause del disagio giovanile. «Da una approfondita analisi dei dati raccolti – sostiene Soro - ho potuto constatare l'insufficiente concertazione con i territori, la mancanza di dati aggregati sugli indicatori di disagio giovanile e un inadeguato coinvolgimento del terzo settore e del volontariato sociale. L’emergenza giovani impone l’istituzione di una cabina di regia che determini gli indirizzi strategici per una programmazione efficace, mettendo a sistema le risorse territoriali già esistenti». La situazione a Ittiri non è diversa da quella della altre piccole comunità della provincia. «La realtà del paese, purtroppo, è assimilabile a quella dei centri più grossi dell’isola per problematicità e presenza di comportamenti a rischio. Occorre intervenire, da subito, in sinergia con le direttive che la Regione vorrà impartire». Tra i problemi più gravi quello della mortalità scolastica. «I dati raccolti sul disagio giovanile in Sardegna – puntualizza la pedagogista – sono a dir poco allarmanti. La dispersione scolastica, in Sardegna, ha raggiunto la poco edificante percentuale del 33%. Analizzandogli indicatori per provincia si scopre che, quella di Sassari, registra il maggior trend negativo. Ancor meno confortanti appaiono le classifiche sull'abuso di sostanze alcoliche, stupefacenti e sul gioco d'azzardo». Ma a far paura è anche l’aumento dei reati. «Sono in aumento i casi di minori segnalati all’autorità giudiziaria per reati contro la persona e per spaccio di sostanze stupefacenti. Anche in questo caso la provincia di Sassari detiene il primato, superando anche Cagliari. A mio avviso - sottolinea Soro - dovrebbe essere la Regione, in primis, ad inserire, nella sua programmazione strategica, azioni preventive, indirizzate agli ambiti territoriali maggiormente a rischio e, soprattutto, creando sinergie con gli organismi di volontariato sociale e del terzo settore, per mettere a frutto competenze ed esperienze. Una delle possibili soluzioni risiede, senza dubbio, nei progetti di educativa di strada. Ormai i giovani hanno assunto la strada come loro riferimento, sono refrattari ad iniziative strutturate per cui occorre intercettarli, con discrezione, continuità e proposte credibili, nei loro luoghi di ritrovo abituale».

Vincenzo Masia

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