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Pronta la mozione per uscire dal Consorzio
PORTO TORRESSpirano forti i venti di guerra sulle nomine del Cipss. Con dieci consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle che sono passati dalle parole ai fatti in merito alla paventata uscita del...
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PORTO TORRES
Spirano forti i venti di guerra sulle nomine del Cipss. Con dieci consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle che sono passati dalle parole ai fatti in merito alla paventata uscita del Comune di Porto Torres dalla carica di socio del Consorzio industriale provinciale di Sassari. E per dare forza alla loro proposta hanno presentato una mozione consiliare – sottoscritta da Carlo Marongiu, Samuela Falchi, Andrea Falchi Antonia Demelas, Raffaele Donadio, Gavino Bigella, Francesco Tolu, Loredana De Marco, Sara Cappellini e Giuliano Velluto – nel cui dispositivo finale danno «mandato al sindaco e alla giunta di preparare gli atti necessari per valutare e portare a termine il recesso del Comune di Porto Torres dal Consorzio industriale provinciale di Sassari».. I venti di guerra sul Cips hanno cominciato a spirare quando la Nuova ha pubblicato le prime indiscrezioni sui nomi dei nuovi presidenti dello stesso Consorzio e della controllata Asa. E le proteste in casa grillina sono aumentate di intensità dopo la nomina ufficiale del nuovo presidente del Consorzio, lo stesso riportato qualche giorno prima sul giornale, ovvero il commercialista sassarese Valerio Scanu. Uno smacco imprevisto e pesante per i pentastellati, che a giochi fatti hanno potuto constatare che tra le nuove figure apicali nominate in seno al Cips e alla società Asa non ci fossero persone di Porto Torres.
«L’assemblea dei soci si è dimenticata di considerare che la superficie del Comune di Porto Torres all'interno del Consorzio industriale rappresenta l’86,68 per cento dell'intera area di competenza del Cips – ricorda il gruppo consiliare del M5S – e che le entrate dello stesso Ente dipendono per circa il 90 per cento dalle attività svolte nel nostro comune: le conseguenze ambientali delle scelte del Cips hanno quindi ripercussioni sulla salute dei cittadini che vivono nel nostro territorio comunale».
Spirano forti i venti di guerra sulle nomine del Cipss. Con dieci consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle che sono passati dalle parole ai fatti in merito alla paventata uscita del Comune di Porto Torres dalla carica di socio del Consorzio industriale provinciale di Sassari. E per dare forza alla loro proposta hanno presentato una mozione consiliare – sottoscritta da Carlo Marongiu, Samuela Falchi, Andrea Falchi Antonia Demelas, Raffaele Donadio, Gavino Bigella, Francesco Tolu, Loredana De Marco, Sara Cappellini e Giuliano Velluto – nel cui dispositivo finale danno «mandato al sindaco e alla giunta di preparare gli atti necessari per valutare e portare a termine il recesso del Comune di Porto Torres dal Consorzio industriale provinciale di Sassari».. I venti di guerra sul Cips hanno cominciato a spirare quando la Nuova ha pubblicato le prime indiscrezioni sui nomi dei nuovi presidenti dello stesso Consorzio e della controllata Asa. E le proteste in casa grillina sono aumentate di intensità dopo la nomina ufficiale del nuovo presidente del Consorzio, lo stesso riportato qualche giorno prima sul giornale, ovvero il commercialista sassarese Valerio Scanu. Uno smacco imprevisto e pesante per i pentastellati, che a giochi fatti hanno potuto constatare che tra le nuove figure apicali nominate in seno al Cips e alla società Asa non ci fossero persone di Porto Torres.
«L’assemblea dei soci si è dimenticata di considerare che la superficie del Comune di Porto Torres all'interno del Consorzio industriale rappresenta l’86,68 per cento dell'intera area di competenza del Cips – ricorda il gruppo consiliare del M5S – e che le entrate dello stesso Ente dipendono per circa il 90 per cento dalle attività svolte nel nostro comune: le conseguenze ambientali delle scelte del Cips hanno quindi ripercussioni sulla salute dei cittadini che vivono nel nostro territorio comunale».
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