Sul Puc mai approvato l’ombra del commissario
di Gavino Masia
In forte ritardo l’adozione del piano, atteso da anni e bloccato in commissione Il legale di una società chiede l’intervento diretto da parte della Regione
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PORTO TORRES. Il forte ritardo nell’approvazione del Piano urbanistico comunale del Comune di Porto Torres potrebbe spingere la Regione a nominare un commissario ad acta per definire lo strumento che incentiva e promuove lo sviluppo socio-economico della città. La preoccupante notizia è arrivata improvvisamente ieri mattina in sala consiliare dal consigliere Pd Massimo Cossu, che ha parlato dei vari solleciti scritti da parte di un avvocato (per conto di una società) alla segretaria generale del Comune per avere notizie in merito all’approvazione del Puc. «Il legale della società – ha detto Cossu - ha chiesto se ci fossero gli estremi per richiedere da parte della segretaria generale del Comune, alla Regione, l'applicazione del potere sostitutivo al fine di intervenire per portare a compimento l'iter del Piano urbanistico comunale: è poi risultato che già da un mese la segretaria ha scritto alla Regione, senza che noi consiglieri fossimo avvisati e messi a conoscenza delle conseguenze che riguarderebbero la concreta possibilità di essere commissariati dalla Regione».
Nel 2018 la commissione Urbanistica aveva esaminato e approvato le centodieci osservazioni presentate da liberi professionisti e artigiani, che riguardavano sia le modifiche al regolamento edilizio sia le richieste di modifica allo strumento di pianificazione. Ma molte di queste, però, non sono ancora passate al vaglio del consiglio comunale. «I tempi che intercorrono tra l’approvazione delle altre osservazioni – ha precisato la segretaria generale Mariuccia Cossu – e l’approvazione del Piano urbanistico sono abbondantemente scaduti: da almeno un anno c’è una ditta che ha firmato un accordo procedimentale e che chiede quale sia lo stato dell’Arte del Puc».
Ritardo amministrativo confermato anche dalla garante della regolarità degli atti amministrativi e della trasparenza, dunque, con l’amministrazione comunale che dopo le dimissioni di due anni fa del progettista del Piano urbanistico comunale, l’architetto Vanni Maciocco, non ha provveduto a nominare il nuovo coordinatore del Puc. «Ho avuto modo di interloquire con gli uffici dell’assessorato regionale all’Urbanistica – ha affermato il dirigente comunale del settore Lavori pubblici, Marcello Garau – e mi è stato detto che possiamo procedere, sulla base della legge regionale del gennaio 2019, all’approvazione definitiva del Puc: voglio sottolineare che la “minaccia” di commissariamento arriva giustamente da quei cittadini che non hanno avuto, per diversi motivi, delle risposte immediate alle loro esigenze».
Nel 2018 la commissione Urbanistica aveva esaminato e approvato le centodieci osservazioni presentate da liberi professionisti e artigiani, che riguardavano sia le modifiche al regolamento edilizio sia le richieste di modifica allo strumento di pianificazione. Ma molte di queste, però, non sono ancora passate al vaglio del consiglio comunale. «I tempi che intercorrono tra l’approvazione delle altre osservazioni – ha precisato la segretaria generale Mariuccia Cossu – e l’approvazione del Piano urbanistico sono abbondantemente scaduti: da almeno un anno c’è una ditta che ha firmato un accordo procedimentale e che chiede quale sia lo stato dell’Arte del Puc».
Ritardo amministrativo confermato anche dalla garante della regolarità degli atti amministrativi e della trasparenza, dunque, con l’amministrazione comunale che dopo le dimissioni di due anni fa del progettista del Piano urbanistico comunale, l’architetto Vanni Maciocco, non ha provveduto a nominare il nuovo coordinatore del Puc. «Ho avuto modo di interloquire con gli uffici dell’assessorato regionale all’Urbanistica – ha affermato il dirigente comunale del settore Lavori pubblici, Marcello Garau – e mi è stato detto che possiamo procedere, sulla base della legge regionale del gennaio 2019, all’approvazione definitiva del Puc: voglio sottolineare che la “minaccia” di commissariamento arriva giustamente da quei cittadini che non hanno avuto, per diversi motivi, delle risposte immediate alle loro esigenze».
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