Porto Torres chiede lo stato di calamità
di Gavino Masia
Il sindaco Wheeler si è recato nelle aziende colpite dalla piena. Strade ancora chiuse e nelle case acqua nera dai rubinetti
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SASSARI. Aziende in ginocchio, strade e ferrovie ancora chiuse per gli smottamenti e l’acqua dei rubinetti che diventa improvvisamente color fango. La conta dei danni causati tra domenica e lunedì dall’eccezionale ondata di maltempo e di precipitazioni nel Sassarese si aggiorna di giorno in giorno.
Tra le emergenze maggiori quelle causate dall’esondazione del rio Mannu. L’acqua ha creato molti danni agli agricoltori di Porto Torres e il sindaco Sean Wheeler ha deciso di chiedere lo stato di calamità naturale per l’ondata di piena che ha travolto interi raccolti. «L’ondata del fiume ha creato problemi per la viabilità – dice il sindaco turritano – ma soprattutto molti danni alle aziende del nostro territorio. Per questo motivo chiederemo che venga riconosciuto lo stato di calamità naturale, così come richiederemo risorse da usare per i danni ambientali, il recupero dei rifiuti e le bonifiche».
Quella di lunedì è stata una giornata intensa sia per il Centro operativo comunale sia per tutte le forze dell'ordine che hanno lavorato intensamente per prevenire ogni possibile situazione di emergenza nell’area del rio Mannu più vicina alla cinta urbana. La forza delle acque del fiume ha trascinato via barche da diporto, casette in legno con attrezzi da lavoro, gruppi elettrogeni e altro ancora. Tra le vittime dell’esondazione anche la storica azienda agricola di Franco e Paolo Porqueddu, padre e figlio, che a Piand'Usai lavorano da quarant’anni. E l’unica vera speranza della famiglia (dove dà una grossa mano anche la moglie Rosa), è quella di poter ottenere quanto prima degli indennizzi dalla Regione.
«I problemi del nostro fiume sono risaputi – aggiunge Wheeler – e sin dall’inizio della nostra amministrazione abbiamo chiesto agli uffici di mandare avanti celermente il progetto del Pit fluviale su cui esiste un finanziamento di oltre 6 milioni dal 2003: servirà per rimettere in sicurezza la foce, la sponda destra accanto alla ferrovia, la pulizia dell’alveo, il dragaggio e il ripristino della parziale navigabilità». La conferenza pubblica di presentazione del Pit fluviale si terrà il 12 dicembre alle 11,30 nella sala Filippo Canu a Porto Torres.
Intanto a causa delle eccezionali precipitazioni degli ultimi giorni è stato riscontrato un notevole aumento di torbidità nella acqua grezza fornita da Enas, Ente acque della Sardegna, ai potabilizzatori serviti dal Coghinas. Le analisi hanno registrato valori di torbidità schizzati in poche ore dagli ordinari 50 ntu (unità di misura specifica della torbidità) a oltre 500 ntu con picchi che hanno superato anche i 700 ntu. Una situazione di criticità che Abbanoa sta cercando di contrastare con il potenziamento del sistema di trattamento delle acque, spinto al massimo delle sue potenzialità, e con manovre nelle reti idriche e nei serbatoi. Perciò l’acqua potrebbe essere torbida nei centri serviti dai potabilizzatori alimentati dal Coghinas: Truncu Reale (una parte di Sassari, Porto Torres e Stintino), Monte Agnese (Alghero) e Castelsardo.
Tra le emergenze maggiori quelle causate dall’esondazione del rio Mannu. L’acqua ha creato molti danni agli agricoltori di Porto Torres e il sindaco Sean Wheeler ha deciso di chiedere lo stato di calamità naturale per l’ondata di piena che ha travolto interi raccolti. «L’ondata del fiume ha creato problemi per la viabilità – dice il sindaco turritano – ma soprattutto molti danni alle aziende del nostro territorio. Per questo motivo chiederemo che venga riconosciuto lo stato di calamità naturale, così come richiederemo risorse da usare per i danni ambientali, il recupero dei rifiuti e le bonifiche».
Quella di lunedì è stata una giornata intensa sia per il Centro operativo comunale sia per tutte le forze dell'ordine che hanno lavorato intensamente per prevenire ogni possibile situazione di emergenza nell’area del rio Mannu più vicina alla cinta urbana. La forza delle acque del fiume ha trascinato via barche da diporto, casette in legno con attrezzi da lavoro, gruppi elettrogeni e altro ancora. Tra le vittime dell’esondazione anche la storica azienda agricola di Franco e Paolo Porqueddu, padre e figlio, che a Piand'Usai lavorano da quarant’anni. E l’unica vera speranza della famiglia (dove dà una grossa mano anche la moglie Rosa), è quella di poter ottenere quanto prima degli indennizzi dalla Regione.
«I problemi del nostro fiume sono risaputi – aggiunge Wheeler – e sin dall’inizio della nostra amministrazione abbiamo chiesto agli uffici di mandare avanti celermente il progetto del Pit fluviale su cui esiste un finanziamento di oltre 6 milioni dal 2003: servirà per rimettere in sicurezza la foce, la sponda destra accanto alla ferrovia, la pulizia dell’alveo, il dragaggio e il ripristino della parziale navigabilità». La conferenza pubblica di presentazione del Pit fluviale si terrà il 12 dicembre alle 11,30 nella sala Filippo Canu a Porto Torres.
Intanto a causa delle eccezionali precipitazioni degli ultimi giorni è stato riscontrato un notevole aumento di torbidità nella acqua grezza fornita da Enas, Ente acque della Sardegna, ai potabilizzatori serviti dal Coghinas. Le analisi hanno registrato valori di torbidità schizzati in poche ore dagli ordinari 50 ntu (unità di misura specifica della torbidità) a oltre 500 ntu con picchi che hanno superato anche i 700 ntu. Una situazione di criticità che Abbanoa sta cercando di contrastare con il potenziamento del sistema di trattamento delle acque, spinto al massimo delle sue potenzialità, e con manovre nelle reti idriche e nei serbatoi. Perciò l’acqua potrebbe essere torbida nei centri serviti dai potabilizzatori alimentati dal Coghinas: Truncu Reale (una parte di Sassari, Porto Torres e Stintino), Monte Agnese (Alghero) e Castelsardo.
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