A Castelsardo tutti salvi grazie alla solidarietà
di Donatella Sini
L’erogazione in alcuni quartieri ha innescato l’aiuto tra cittadini che ha reso meno pesanti i disagi
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CASTELSARDO. Poco dopo le 13, il sindaco Antonio Capula, ha diffuso la notizia che l'emergenza stava per chiudersi, che l'acqua stava arrivando al potabilizzatore e che, nel giro di un paio d'ore sarebbe arrivata in tutte le case. In realtà il tempo si è protratto un po' di più del previsto.
A seconda dei quartieri, l'acqua è arrivata a metà pomeriggio, in altri ha tardato oltre il tempo preventivato ma, la tre giorni abbondanti completamente all’asciutto, non ha comunque creato, nella città dei Doria, i gravi disagi che si sono che si sono registrati nel resto del territorio interessato dalla lunga interruzione.
Non si è infatti resa necessaria la chiusura delle scuole, come a Porto Torres, né degli uffici pubblici, almeno fino a ieri mattina quando, con un’ordinanza sindacale si è disposta la chiusura degli uffici comunali, ubicati al centro storico, già alle 11 del mattino.
Gli studenti, dalla scuola dell'infanzia al liceo scientifico, a differenza dei loro coetanei portotorresi, hanno invece continuato a frequentare le lezioni, loro malgrado, perché le scuole cittadine si trovano nei quartieri "fortunati" dove l'acqua non è mai mancata. Due autobotti, posizionate, una nella frazione di Lu Bagnu e una nella piazza centrale del paese, hanno comunque fornito acqua potabile a tutti coloro che non potevano approvvigionarsene in altre maniere.
Non è stato però possibile, come richiesto dal primo cittadino, avere delle autobotti più piccole che potessero passare nelle vie della città, perché già impegnate nel capoluogo dove l'emergenza è stata davvero da allarme rosso.
In alcuni quartieri, i rubinetti non sono, in realtà, mai rimasti all'asciutto e la solidarietà, amichevole e famigliare, ha funzionato, per far fronte all'emergenza, più del servizio pubblico.
Bidoni, taniche e contenitori di ogni genere hanno sopperito all'emergenza, ma anche le docce in case altrui non sono state rare, sempre nell'attesa fiduciosa che l'emergenza terminasse presto.
«Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di aiuto da persone in particolari difficoltà- ha puntualizzato il sindaco Capula - per cui non è stato necessario attivare la Protezione Civile. Gli addetti di Abbanoa sono stati inoltre, sempre molto solleciti per quanto riguarda le informazioni richieste, pronti a rispondere alle mie pressioni e a dare notizie, anche se a volte sono state smentiti da ulteriori imprevisti che, purtroppo hanno creato l'emergenza che ha interessato tutto il nord Sardegna. E della quale Abbanoa, come noi, era solo un’impotente spettatore».
Ed alla fine l'acqua è arrivata. Nel tardo pomeriggio da tutti i rubinetti scorreva il desiderato liquido, prima di un colore indefinibile, via via sempre più chiaro.
Ma sull'aspetto e l'odore, nessuna sorpresa, i castellanesi ci sono abituati, l'acqua limpida non è affatto la normalità.
A seconda dei quartieri, l'acqua è arrivata a metà pomeriggio, in altri ha tardato oltre il tempo preventivato ma, la tre giorni abbondanti completamente all’asciutto, non ha comunque creato, nella città dei Doria, i gravi disagi che si sono che si sono registrati nel resto del territorio interessato dalla lunga interruzione.
Non si è infatti resa necessaria la chiusura delle scuole, come a Porto Torres, né degli uffici pubblici, almeno fino a ieri mattina quando, con un’ordinanza sindacale si è disposta la chiusura degli uffici comunali, ubicati al centro storico, già alle 11 del mattino.
Gli studenti, dalla scuola dell'infanzia al liceo scientifico, a differenza dei loro coetanei portotorresi, hanno invece continuato a frequentare le lezioni, loro malgrado, perché le scuole cittadine si trovano nei quartieri "fortunati" dove l'acqua non è mai mancata. Due autobotti, posizionate, una nella frazione di Lu Bagnu e una nella piazza centrale del paese, hanno comunque fornito acqua potabile a tutti coloro che non potevano approvvigionarsene in altre maniere.
Non è stato però possibile, come richiesto dal primo cittadino, avere delle autobotti più piccole che potessero passare nelle vie della città, perché già impegnate nel capoluogo dove l'emergenza è stata davvero da allarme rosso.
In alcuni quartieri, i rubinetti non sono, in realtà, mai rimasti all'asciutto e la solidarietà, amichevole e famigliare, ha funzionato, per far fronte all'emergenza, più del servizio pubblico.
Bidoni, taniche e contenitori di ogni genere hanno sopperito all'emergenza, ma anche le docce in case altrui non sono state rare, sempre nell'attesa fiduciosa che l'emergenza terminasse presto.
«Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di aiuto da persone in particolari difficoltà- ha puntualizzato il sindaco Capula - per cui non è stato necessario attivare la Protezione Civile. Gli addetti di Abbanoa sono stati inoltre, sempre molto solleciti per quanto riguarda le informazioni richieste, pronti a rispondere alle mie pressioni e a dare notizie, anche se a volte sono state smentiti da ulteriori imprevisti che, purtroppo hanno creato l'emergenza che ha interessato tutto il nord Sardegna. E della quale Abbanoa, come noi, era solo un’impotente spettatore».
Ed alla fine l'acqua è arrivata. Nel tardo pomeriggio da tutti i rubinetti scorreva il desiderato liquido, prima di un colore indefinibile, via via sempre più chiaro.
Ma sull'aspetto e l'odore, nessuna sorpresa, i castellanesi ci sono abituati, l'acqua limpida non è affatto la normalità.
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