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Sassari, mille incidenti in un anno: il triste record della città

Luigi Soriga
Sassari, mille incidenti in un anno: il triste record della città

Il report della polizia locale: via Predda Niedda si conferma la strada più a rischio

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SASSARI. Puoi fare le campagne di sensibilizzazione più incisive, puoi usare il pugno di ferro con gli automobilisti, ma in una città come Sassari dove su 127mila abitanti circolano 108mila veicoli, esclusi motorini ed esclusi under 18 e over 80, e la crescita del numero di vetture all'anno è doppia rispetto all'incremento demografico. Dove non si muove mezzo passo a piedi e per strada ronza più di un'auto per ogni maggiorenne, e dove le politiche dell'amministrazione comunale remano contro la mobilità sostenibile e il disincentivo all'uso delle quattro ruote. Ecco in uno scenario come questo le strade a Sassari non potranno mai essere sicure.

1000 incidenti. Il report tracciato ieri mattina dal comandante della polizia locale Gianni Serra, fotografa un trend di incidentalità in costante crescita: 901 nel 2017, 948 nel 2018 e infine (dati aggiornati al 16 dicembre) 964 nel 2019. E poi 7 morti, come l'anno scorso, ma un ben 537 persone finite in rianimazione in prognosi riservata, a fronte di 514 feriti gravissimi nel 2018. Si tratta di sinistri avvenuti nel perimetro urbano e rilevati per il 90 per cento dai vigili urbani.

Top 10 strade a rischio. Un aspetto che salta all'occhio in questo minuzioso report, sono le strade che ospitano il maggior numero di incidenti. La top ten delle vie a rischio sono quelle all'ingresso e all'uscita della città e quelle di collegamento della periferia con il centro. Nella zona industriale Predda Niedda nel 2019 si sono registrati 65 incidenti. Segue viale Porto Torres con 44, la 131 via Carlo Felice con 40, via Predda Niedda 33, e poi viale Umberto 25, via Pascoli 17, via Budapest 13, e viale Dante 13. «Parliamo di strade ormai a scorrimento veloce, che invitano i conducenti a pigiare sull'acceleratore, dove talvolta non si rispettano i limiti - spiega Gianni Serra - e con un carico veicolare importante. Invece Predda Niedda fa storia a sè, perché è di fatto una zona commerciale dove ogni giorno si concentrano dei flussi di traffico notevoli». Probabilmente, visto che ormai la zona industriale di giorno è diventata così affollata, il Consorzio che gestisce la viabilità dovrebbe rivedere le regole sulla circolazione, e renderla più sicura.

Le cause. Ancora una volta la distrazione (186 casi) è la causa principale degli incidenti. «Per arrestare un veicolo mediamente occorrono 13 metri - spiega Gianni Serra - e questo parametro si ottiene in condizioni di guida ottimali. Se gli occhi sono posati sullo schermo di uno smartphone, se si è distratti, i tempi di reazione si allungano notevolmente, e schivare un ostacolo diventa davvero difficile». L'altro fattore è il non rispetto dei segnali e la mancata precedenza (185). Per 45 automobilisti, invece, ha inciso lo stato di ebbrezza alcolica.

I cortometraggi. La seconda parte del convegno invece è stata dedicata alla proiezione dei cortometraggi realizzati dagli studenti di sette istituti cittadini. Il tema era quello del rapporto tra i ragazzi e la droga. Padre Salvatore Morittu, fondatore della comunità S'aspru e presidente di Mondo X, ha raccontato il difficile percorso di riappropriazione della vita affrontato dai tossicodipendenti. Dopo il suo intervento e la testimonianza di una donna che a sedici anni aveva cominciato a far uso di droghe, e si è salvata grazie all'esperienza di riabilitazione nella comunità, sono stati proiettati i cortometraggi. A giudicarli una giuria composta da attori, registi, produttori, sceneggiatori: Alessandro Gazale, Sergio Scavio, Gianni Tetti, Paolo Pisano, Sara Arango e Antonella Pulina.

I vincitori. I giudici hanno premiato ancora una volta il Liceo Artistico Figari per il cortometraggio dal titolo Vicolo Cieco. Al secondo posto il Liceo classico Azuni, con "Una vita rubata". E infine il Canopoleno con "La scelta giusta".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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