Cisl: «A gennaio tutti in piazza per il Sassarese»
L’annuncio durante il consiglio generale riunito ieri Tra i punti caldi sanità, industria, aeroporto ed energia
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SASSARI. La Cisl è pronta alla mobilitazione generale per rivendicare una serie di vertenze mai chiuse e rilanciare un territorio martoriato da una intensa stagione di crisi.
L’annuncio è stato dato ieri durante la seduta del Consiglio generale riunito nella sala conferenze dell’Ersu in via Coppino. Il segretario territoriale Pier Luigi Ledda, affiancato dai segretari regionale e nazionale, Gavino Carta e Luigi Sbarra e dai confederali Marinella Costa e Alessandro Marcellino, ha detto a chiare lettere che la Cisl, unitamente a Cgil e Uil, già i prossimi giorni aprirà un confronto per mobilitare il territorio attraverso una imponente manifestazione in programma a gennaio. Diversi i passaggi significativi della relazione introduttiva con la quale Ledda ha aperto i lavori nel salone al terzo piano del palazzo di Corte Santa Maria.
«La Sardegna si attesta tra le regioni più povere d’Europa - ha spiegato il segretario territoriale della Cisl - con un livello inadeguato di infrastrutture che penalizza la capacità competitiva del sistema regionale, una molteplicità di emergenze rende sempre più complicate le condizioni di vita e il lavoro delle persone, dei lavoratori, dei tanti, troppi sardi che non hanno un’occupazione o che lavorano a basso reddito, ma anche dei pensionati e dei giovani».
Il documento di rivendicazione, anticipato ieri alla stampa, presenta una piattaforma in dieci punti, sintesi dei problemi che da tempo attanagliano il Sassarese e il Nord Ovest della Sardegna: un’istruzione che dia competenze per la crescita delle imprese; un sistema sanitario che superi le inefficienze nei servizi al cittadino, in particolare il taglio in tutte le specialità ambulatoriali (medicina e chirurgia, ostetricia, ginecologia, neonatologia e pediatria, otorino e neurologia) e delle strutture ospedaliere, riabilitative e socio assistenziali.
Una politica industriale con un piano di investimenti su opere infrastrutturali che completino alcuni assi viari e ferroviari, accelerando la realizzazione degli interventi già programmati.
Ancora, il rilancio dell’aeroporto di Alghero e del porto di Porto Torres, elementi di un sistema di trasporto regionale in attesa di iniziative da parte della Giunta regionale guidata dal presidente Solinas.
«Al riguardo – ha incalzato Pier Luigi Ledda - urgente è la ridefinizione della continuità territoriale marittima e aerea e il riconoscimento dello status di insularità come statuto positivo da parte del Governo e dell’Unione europea».
Non meno importante la vertenza legata all’energia e la questione del metano «Considerato come il ritardo in Sardegna di oltre 50 anni ha determinato svantaggi nel gap del costo della bolletta energetica tra l’isola e le altre regioni».
Ma il territorio aspetta anche, da tempo, risposte sulla realizzazione del progetto della chimica verde. Su queste e altre questioni, che saranno al centro del dibattito nelle prossime settimane, sarà mobilitato il Sassarese coinvolgendo gradatamente tutto il territorio regionale.
Dopo gli interventi dei segretari di categoria e di Gavino Carta, segretario della Cisl sarda, la chiusura dei lavori è stata affidata al segretario nazionale aggiunto Luigi Sbarra.
L’annuncio è stato dato ieri durante la seduta del Consiglio generale riunito nella sala conferenze dell’Ersu in via Coppino. Il segretario territoriale Pier Luigi Ledda, affiancato dai segretari regionale e nazionale, Gavino Carta e Luigi Sbarra e dai confederali Marinella Costa e Alessandro Marcellino, ha detto a chiare lettere che la Cisl, unitamente a Cgil e Uil, già i prossimi giorni aprirà un confronto per mobilitare il territorio attraverso una imponente manifestazione in programma a gennaio. Diversi i passaggi significativi della relazione introduttiva con la quale Ledda ha aperto i lavori nel salone al terzo piano del palazzo di Corte Santa Maria.
«La Sardegna si attesta tra le regioni più povere d’Europa - ha spiegato il segretario territoriale della Cisl - con un livello inadeguato di infrastrutture che penalizza la capacità competitiva del sistema regionale, una molteplicità di emergenze rende sempre più complicate le condizioni di vita e il lavoro delle persone, dei lavoratori, dei tanti, troppi sardi che non hanno un’occupazione o che lavorano a basso reddito, ma anche dei pensionati e dei giovani».
Il documento di rivendicazione, anticipato ieri alla stampa, presenta una piattaforma in dieci punti, sintesi dei problemi che da tempo attanagliano il Sassarese e il Nord Ovest della Sardegna: un’istruzione che dia competenze per la crescita delle imprese; un sistema sanitario che superi le inefficienze nei servizi al cittadino, in particolare il taglio in tutte le specialità ambulatoriali (medicina e chirurgia, ostetricia, ginecologia, neonatologia e pediatria, otorino e neurologia) e delle strutture ospedaliere, riabilitative e socio assistenziali.
Una politica industriale con un piano di investimenti su opere infrastrutturali che completino alcuni assi viari e ferroviari, accelerando la realizzazione degli interventi già programmati.
Ancora, il rilancio dell’aeroporto di Alghero e del porto di Porto Torres, elementi di un sistema di trasporto regionale in attesa di iniziative da parte della Giunta regionale guidata dal presidente Solinas.
«Al riguardo – ha incalzato Pier Luigi Ledda - urgente è la ridefinizione della continuità territoriale marittima e aerea e il riconoscimento dello status di insularità come statuto positivo da parte del Governo e dell’Unione europea».
Non meno importante la vertenza legata all’energia e la questione del metano «Considerato come il ritardo in Sardegna di oltre 50 anni ha determinato svantaggi nel gap del costo della bolletta energetica tra l’isola e le altre regioni».
Ma il territorio aspetta anche, da tempo, risposte sulla realizzazione del progetto della chimica verde. Su queste e altre questioni, che saranno al centro del dibattito nelle prossime settimane, sarà mobilitato il Sassarese coinvolgendo gradatamente tutto il territorio regionale.
Dopo gli interventi dei segretari di categoria e di Gavino Carta, segretario della Cisl sarda, la chiusura dei lavori è stata affidata al segretario nazionale aggiunto Luigi Sbarra.
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