Il piano in quattro tappe per proteggere i litorali
di Gavino Masia
L’amministrazione ha approvato il cronoprogramma redatto dai tecnici I lavori a Balai vicino e Abbacurrente dovranno essere conclusi entro il 2022
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PORTO TORRES. L’amministrazione comunale ha approvato il crono programma procedurale e finanziario aggiornato riguardo agli interventi di messa in sicurezza delle rocce di retrospiaggia nei litorali di Balai vicino e Abbacurrente e della protezione dei terreni di fondazione della torre di Abbacurrente. Un atto redatto e sottoscritto dal dirigente dei Lavori pubblici, Marcello Garau, che fa riferimento al finanziamento erogato dalla giunta regionale nel 2016 attraverso una somma complessiva di un milione e 500mila euro.
Quattro le fasi principali del crono programma per portare a compimento gli interventi relativi all’erosione costiera: nel 2019 è stato affidato il servizio di progettazione; nel 2020 è prevista l’approvazione del progetto preliminare (50mila euro); nel 2021 ci sono a disposizione 600mila euro per l’approvazione del progetto definitivo-esecutivo, la pubblicazione del bando di gara e l’aggiudicazione e consegna dei lavori; nel 2022 gli ultimi 700mila euro per l’esecuzione e ultimazioni dei lavori e per il collaudo.
A distanza di tre anni qualcosa si muove, finalmente, per salvaguardare una fascia costiera che rischia di franare per la forza del moto ondoso che si infrange impietosamente sulle rocce a picco sul mare. Due mesi fa uno dei tanti allarmi nella Grotta dei Piccioni, dietro la spiaggia di Balai, dove si era staccato un frammento di roccia facendo temere il peggio.
Questi cedimenti stanno purtroppo coinvolgendo quasi tutta la fascia che da Balai va in direzione della torre di Abbacurrente. Accelerare i tempi di intervento in tutta l’area di Balai è quindi una priorità importante per mettere in sicurezza la baia e soprattutto le tante persone che la frequentano in tutti i periodi dell’anno per via della pista ciclabile. La Regione ha un dossier dove sono contenuti i monitoraggi svolti dai tecnici, che elencano i fenomeni di dissesto della costa portotorrese.
Anche la torre di Abbacurrente non gode di buona salute e la testimonianza di ciò sono le varie ordinanze emanate per salvaguardare l’incolumità a chiunque si avvicini alle zone pericolanti. Piogge e mare avevano causato qualche tempo fa il distacco di massi dal paramento murario e di alcuni conci dall’architrave della breccia a sud. E lo stato di degrado strutturale rischia di aggravarsi dagli ultimi eventi climatici del periodo invernale.
Quattro le fasi principali del crono programma per portare a compimento gli interventi relativi all’erosione costiera: nel 2019 è stato affidato il servizio di progettazione; nel 2020 è prevista l’approvazione del progetto preliminare (50mila euro); nel 2021 ci sono a disposizione 600mila euro per l’approvazione del progetto definitivo-esecutivo, la pubblicazione del bando di gara e l’aggiudicazione e consegna dei lavori; nel 2022 gli ultimi 700mila euro per l’esecuzione e ultimazioni dei lavori e per il collaudo.
A distanza di tre anni qualcosa si muove, finalmente, per salvaguardare una fascia costiera che rischia di franare per la forza del moto ondoso che si infrange impietosamente sulle rocce a picco sul mare. Due mesi fa uno dei tanti allarmi nella Grotta dei Piccioni, dietro la spiaggia di Balai, dove si era staccato un frammento di roccia facendo temere il peggio.
Questi cedimenti stanno purtroppo coinvolgendo quasi tutta la fascia che da Balai va in direzione della torre di Abbacurrente. Accelerare i tempi di intervento in tutta l’area di Balai è quindi una priorità importante per mettere in sicurezza la baia e soprattutto le tante persone che la frequentano in tutti i periodi dell’anno per via della pista ciclabile. La Regione ha un dossier dove sono contenuti i monitoraggi svolti dai tecnici, che elencano i fenomeni di dissesto della costa portotorrese.
Anche la torre di Abbacurrente non gode di buona salute e la testimonianza di ciò sono le varie ordinanze emanate per salvaguardare l’incolumità a chiunque si avvicini alle zone pericolanti. Piogge e mare avevano causato qualche tempo fa il distacco di massi dal paramento murario e di alcuni conci dall’architrave della breccia a sud. E lo stato di degrado strutturale rischia di aggravarsi dagli ultimi eventi climatici del periodo invernale.
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