La Nuova Sardegna

Sassari

L’ente parco stanzia altri 500mila euro per Campu Perdu

di Gavino Masia

Passo avanti del progetto di riqualificazione dell’ex carcere Il finanziamento si aggiunge ai due milioni già previsti 

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PORTO TORRES. Un altro passo avanti del progetto di recupero di Campu Perdu. Nel corso della sua ultima riunione del 2019, infatti, il consiglio direttivo dell’Ente Parco dell’Asinara ha deciso di inserire una somma aggiuntiva di mezzo milione di euro nel bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2020, durante la riunione di ieri mattina, per completare gli interventi di riqualificazione sull’ex carcere e su caserma Monda e rendere così operative le due strutture. Se il cronoprogramma sarà rispettato, Campu Perdu e caserma Monda dovrebbero essere pronti entro il 2021. Nel prossimo anno è prevista invece la presentazione del progetto definitivo-esecutivo, le autorizzazioni degli enti pubblici e la fase della gara d’appalto.

Nelle scorse settimane la società Sgb Lab – Raggruppamento temporaneo di professionisti sardi ed emiliani che si era aggiudicata la gara di progettazione – aveva presentato il piano di recupero dell’area di Campu Perdu allo stesso consiglio direttivo dell’Ente Parco dell’Asinara .

La zona venne adibita a colonia penale agricola insieme ad altre zone dell’isola nel 28 giugno 1885. E durante il primo conflitto mondiale Campu Perdu, insieme a Stretti e Fornelli diventò un campo di prigionia dove ospitò decine di migliaia di prigionieri di guerra.

Sull’isola trovarono la morte più di 8 mila prigionieri, soprattutto per malattie infettive come il colera, e in ricordo dei morti fu eretto nel 1936 un Ossario, in stile razionalista, che domina la piana. Le due strutture sono destinare a diventare scuola residenziale permanente, con la programmazione di corsi e stages universitari e parauniversitari per finalità ricettive, educative e di ricerca.

Di fronte all’ex carcere si affaccia la caserma degli agenti, un importante edificio ad un piano caratterizzato dai massicci pilastri addossati alle pareti che ne scandiscono la facciata.

Il progetto voluto dal Parco si inserisce all’interno delle linee guida del piano di gestione dell’area protetta, che vede proprio Campu Perdu assumere un ruolo strategico nella ricettività dell’isola. Il complesso inizia lungo la strada principale e si sviluppa verso ovest nell’entroterra, seguendo una direttrice rettilinea.

L’area di intervento, circa diecimila metri quadri, prevede agli ingressi sale di accoglienza, la sala mensa e i posti letto ricavati all’interno delle celle dell’ex carcere e all’interno di caserma Monda.

«La somma di 500 mila euro inserita a bilancio va ad aggiungersi al finanziamento regionale di circa 950 mila euro e al milione e centomila euro già impegnati dall’Ente Parco negli anni scorsi – ha precisato il vicepresidente del Parco dell’Asinara, il sindaco di Stintino Antonio Diana – e permetterà di ottimizzare l’intervento rendendo le due strutture, una volta ultimate, immediatamente funzionali e pronte ad accogliere tutte le attività legate al mare presenti sull’isola-parco».

Nel corso della riunione di ieri mattina, inoltre, lo stesso vicepresidente Deiana e il consigliere Marco Vannini (docente della facoltà di Scienze economiche dell'università di Sassari) hanno sottolineato l’importanza di avviare interlocuzioni con le università sarde e con la Rete metropolitana del nord Sardegna affinché l’ex carcere di Campo Perdu diventi un centro di eccellenza per la ricerca scientifica mondiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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