La Nuova Sardegna

Sassari

«Ho ereditato un disastro con noi la città ripartirà»

di Giovanni Bua
«Ho ereditato un disastro con noi la città ripartirà»

Il sindaco e la giunta fanno un bilancio dopo i primi sei mesi di consiliatura «Ztl, Sirio, commercio, strade e posteggi: tanti i progetti in campo per il rilancio»

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Sirio e Ztl, strade e palazzetto, macchina amministrativa e rapporto con i cittadini, dehors e ciclabili, eredità disastrosa e progetti per il futuro. Due ore fitte di botta e risposta, tutta la giunta schierata al suo fianco, insieme al presidente del consiglio comunale Maurilio Murru («e prima che qualcuno si lanci, l’ho fatto solo per dimostrare che giunta e consiglio lavorano uniti per lo stesso obiettivo»), tutti i temi caldi almeno toccati. Ha voglia di raccontare la “sua” Sassari il sindaco Campus, e di calare un po’ delle carte che per i primi mesi di mandato ha tenuto coperte, tra non poche polemiche e più di una tensione. Affianco a lui il suo vice Gianfranco Meazza, e gli assessori Rosanna Arru, Antonella Lugliè, Nicola Lucchi, Maria Francesca Masala, Antonello Sassu e Carlo Sardara (con Maria Alessandra Corda e Gabriele Mulas assenti giustificati).

L’eredità. Un incontro che si apre con un’impietosa analisi di quanto a Palazzo Ducale ha trovato. «Ringrazio Anna Sanna – sottolinea Campus – per come nel 2000 aveva lasciato la macchina amministrativa. Pronta a funzionare. Purtroppo questa volta non è andata così. Ho trovato problemi enormi da gestire, e tante brutte sorprese che ci hanno messo di fronte a scelte difficili. Sul centro intermodale, con le bonifiche finanziate solo per un terzo e la Regione pronta a revocare i fondi, sul Palazzetto, con 4 milioni in cassa a fronte di un progetto che ne richiede 10. Una macchina a cui dobbiamo aggiungere 5 dirigenti, con hardware e software non aggiornati da 15 anni, demotivata e dunque poco produttiva. Da qui siamo partiti e, nonostante questo, abbiamo provato a fare le prime cose: nuovi pc e router, un nuovo sito all’avanguardia dato in uso gratuitamente dal Comune di Cagliari. Risparmi ma anche investimenti. E, finalmente, motivazioni».

Bilancio. Prima emergenza: trovare i soldi. E qui molti meriti vanno a Carlo Sardara: «Che – sottolinea Campus– ha rivoltato il bilancio come un calzino, e ha fatto saltare fuori, chiaramente con la partecipazione di tutti i settori, 2 milioni recuperati dal riordino della spesa corrente e i fondi non impiegati di progetti già conclusi. Parliamo del Por 2000-2006, del piano di riqualificazione urbana del 2000. Soldi fermi da oltre un decennio che stavano per riprenderci, e che invece abbiamo usato per rifare le alberate cittadine, per i primi interventi di messa in sicurezza delle scuole, per le strade, per le quali, per inciso, servirebbero oltre 6 milioni che sarà una vera impresa trovare».

Saba. A questi si aggiungono un altro milione e 800mila euro recuperati dalla Saba, sia per un “confronto” sui canoni dal 2012 al 2018, sia per alcune poste relative ai posteggi interrati mai riscosse. Saba che «deve per convenzione – continua il sindaco – realizzare un altro posteggio interrato. E noi non lo dimentichiamo. Un posteggio scambiatore indispensabile per rivitalizzare il centro storico».

Ztl. E, parlando di centro storico, si arriva alla Ztl. «Abbiamo azzerato – continua Campus – un sistema che non funzionava. Su certe cose, come l’apertura della città ottocentesca, non torneremo indietro. I volumi di affari, in pochi mesi, sono triplicati. E, per la zona commerciale, funzionano le aree pedonali, a tema e a progetto. Per la città murata siamo pronti a implementare la nuova Ztl, che lascerà aperte arterie di attraversamento, e cercherà di eliminare il “traffico parassita” nelle zone residenziali».

Dehors. E, restando sul commercio, inevitabile una domanda sul nuovo regolamento dei dehors, i “gazebi” all’aperto dei locali sui quali la giunta ha dato un deciso e contestato giro di vite nei mesi scorsi, e per il quali si attende un nuovo regolamento, nelle mani dell’assessore Lucchi. «Ci stiamo lavorando – spiegano sindaco e assessore – in un’ottica di dialogo e giustizia. Se si occupa il suolo pubblico è giusto che si paghi con “costi commerciali”. Se si occupa un posteggio a pagamento è giusto che ci sia una fattispecie specifica, perché quel posteggio saltato scarica i suoi costi sulla collettività, con adeguamenti insopportabili di tariffe. Nessuno vuole mortificare il commercio, ma serve ordine, decoro e giusta condivisione dei costi. Il regolamento sarà articolato, e vedrà la luce entro pasqua».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La condanna

Violenza sessuale di gruppo su una coetanea, per due giovani sassaresi si aprono le porte del carcere

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative