«Lei non conta un c...», vice sindaca di Valledoria si dimette

Claudia Spezziga lascia la giunta dopo la frase sessista di un consigliere

SORSO. Lo sport c’entra relativamente, e la faccenda non può nemmeno essere derubricata a semplice bega politica. Per capire a pieno la portata del terremoto che da venerdì sera sta scuotendo il Comune di Valledoria c’è da considerare cinque parole precise dette fuori dai denti, «lei non conta un ca...», pronunciate durante lo sfratto della polisportiva del paese dal campo comunale. “Lei” è Claudia Spezziga, 32 anni, avvocato, vice del sindaco Paolo Spezziga. Quelle parole sprezzanti sono state pronunciate in sua assenza perché poche ore prima aveva “osato” autorizzare la squadra di calcio a entrare in campo. Parole come pietre contro la giovane amministratrice che sabato si è dimessa dalla giunta per difendere la propria onorabilità. La bufera si è consumata senza che il sindaco Paolo Spezziga difendesse la sua vice. E non a caso ora la vicenda rischia di chiudersi con un sfratto più illustre: il suo.

Il blitz. La bufera con la polisportiva scoppiata nei giorni scorsi rappresenta l’apice di un rapporto turbolento che da tre anni sta consumando la pazienza della dirigenza della squadra che gioca a calcio in Promozione e fa a braccio di ferro col Comune. Venerdì, mentre la squadra stava effettuando la rifinitura, in campo sono arrivati un vigile e un consigliere di maggioranza. Dal racconto del presidente della polisportiva, Danilo Stangoni, emerge che la frase incriminata contro Claudia Spezziga sia stata pronunciata proprio in quei frangenti. Il presidente ha provato in tutti i modi a far capire agli interlocutori che aveva interloquito con la vicesindaco e la squadra era autorizzata a stare in campo. La questione ruota intorno a circa 700 euro che la polisportiva avrebbe dovuto versare entro il 2019 nelle casse del Comune. Una cifra che la società sportiva si è impegnata a saldare a breve. Tant’è che dopo un rapido dialogo tra il presidente e la vicesindaco la situazione sembrava risolta. E invece no: la squadra è stata cacciata per volontà di altri in maggioranza. A quel punto i giocatori sono andati ad allenarsi sotto al municipio in segno di protesta. Le dimissioni. La vice, informata sui fatti, ha preso carta e penna per firmare le dimissioni. Claudia Spezziga, che fino a pochi giorni fa deteneva le deleghe al Bilancio, Affari generali e legali, ha scritto una lettera che mette il dito nella piaga delle contraddizioni politiche di una compagine ormai sfaldata. «Compio questa scelta – scrive – dopo l’increscioso episodio accaduto tra alcuni membri della maggioranza e la polisportiva, che mi induce a dissociarmi definitivamente da un modo di fare politica e amministrare per me incomprensibile e non condivisibile». «Non condivido e non mi riconosco più nell’azione politico amministrativa di questa compagine – continua la lettera – che ritengo non essere più in linea con quanto espresso in campagna elettorale, dove veniva esaltato e centralizzato il rapporto fra amministratori e cittadini».

«Sbeffeggiata». C’è un passaggio, un mancato supporto, che l’ex vicesindaco non ha digerito per niente. «La cosa che mi ha turbato maggiormente dell’intera vicenda – continua la lettera – è la tua (si rivolte sempre al sindaco, ndc) totale indifferenza verso l’accaduto e, soprattutto, verso una giovane donna, sbeffeggiata pubblicamente da alcuni dei tuoi collaboratori. Una donna alla prima esperienza in politica e che in più di un’occasione ha tralasciato lavoro e famiglia per accompagnarti in tante occasioni».

Sindaco in bilico. Il primo effetto delle dimissioni riguarda la stabilità della già risicata maggioranza (prima era un voto di scarto) che sostiene il sindaco. Ora i numeri rischiano di diventare fulminanti. E infatti in paese si fanno già i pronostici per la data delle elezioni anticipate.

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