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Sassari

«Umiliata anche quando ero incinta»

di Salvatore Santoni
«Umiliata anche quando ero incinta»

Parla la vicesindaca offesa da un consigliere con la frase «non conta un c...». Ora il futuro del primo cittadino dipende da lei

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VALLEDORIA. Prima dello scandalo scoppiato qualche giorno fa, il rospo più indigesto l’aveva dovuto buttare giù circa due anni fa, quando era meno esperta, ma aveva comunque tanta voglia di rendersi utile per Valledoria. Con addosso i gradi di vicesindaca, infatti, per Claudia Spezziga non c’era problema che non si potesse affrontare e risolvere. Come quando c’erano problemi con l’organizzazione di “Rock n’ beer”, una manifestazione molto importante che si svolge ogni anno in paese. Lei si è fatta in quattro per aiutare ma ha raccolto soltanto veleno. «Il sindaco sosteneva che fosse una mancanza di rispetto fare una festa vicino al cimitero – racconta l’amministratrice – dove però sorge un’area adeguata, e siccome io la pensavo diversamente sono stata umiliata davanti a tutti. Tra l’altro in quel periodo ero incinta». Avanti veloce di due anni fino all’ultima seduta del consiglio comunale, il 30 dicembre, quando l’ex vice, 32enne e avvocato, ha “osato” intervenire in aula.

La scena è stata più o meno questa: la minoranza protestava contro il sindaco perché quest’ultimo non voleva dare corso alla discussione dopo un’interrogazione dei consiglieri e la vice ha espresso la volontà di voler sentire le ragioni dei colleghi seduti dall’altra parte dell’aula. Ma è stata zittita dal primo cittadino con un fulmineo «Scusi, lo dirigo io il Consiglio, le dispiace?». «Ho infilato la testa nel cappuccio del giubbotto e sono andata via molto amareggiata – racconta l’ex vice – senza partecipare alla giunta che era programmata poco dopo».

Il culmine delle “attenzioni” della maggioranza nei confronti di Claudia Spezziga si è raggiunto venerdì scorso, quando il suo via libera dato alla polisportiva del paese per l’utilizzo del campo da calcio è stata sovvertita dal fuoco amico di un consigliere comunale al grido di «Lei non conta un ca…».

Una bufera che ha causato le dimissioni dell’amministratrice e investito anche il primo cittadino, Paolo Spezziga, criticato dalla sua ex vice per non averle dato una parola una di conforto. Dopo grande fatica, nelle ultime ore l’ex vice è riuscita ad avere un contatto telefonico col primo cittadino. Una chiamata di fuoco che non ha comunque accorciato le distanze tra i due, anzi. «Ho interloquito con una consigliera – riprende l’amministratrice – e poi c’è stata la chiamata col primo cittadino. Ma non sono riuscita a trattenermi, ho perso tutta l’educazione e la signorilità in un secondo, e questo mi dispiace. Ho perso la pazienza perché c’è una parola di cinque lettere, che anche mia figlia piccola sa pronunciare, “scusa”, che invece lui non ha detto».

Scuse necessarie per alleviare lo strappo causato da quelle parole sprezzanti scagliate come pietre nei suoi confronti al campo sportivo. Claudia Spezziga però è una che non porta rancore. «Ho già perdonato il consigliere perché so che non l’avrebbe mai fatto di sua spontanea volontà – dice ancora l’ex vice –. È chiaro che il mandante di quella frase è qualcun altro. E non ce l’ho nemmeno col resto della maggioranza».

Ora gli occhi sono tutti puntati sulle scelte che la consigliera – lo status che mantiene dopo le dimissioni dalla giunta – vorrà prendere nei prossimi giorni o settimane. Senza di lei la maggioranza non esisterebbe più, e la poltrona di sindaco evaporerebbe in un baleno. «Ci devo pensare – dice – sono molto combattuta su due possibilità: mantenere l’impegno con i miei elettori o lasciare il mio paese, che amo, nelle mani di scellerati. Una cosa è certo: deciderò da sola, senza condizionamenti». Nel frattempo a Valledoria sono tutti col fiato sospeso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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