Matrimoni fittizi, una pratica sempre più diffusa
Nozze finte per il permesso di soggiorno, due mesi fa in tribunale il processo contro due marocchini
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SASSARI. Una pratica, quella dei matrimoni fittizi, che purtroppo è diffusa anche nel Sassarese. Il più delle volte i protagonisti delle nozze “di convenienza” vengono ingaggiati per far sì che lo sposo o la sposa stranieri – unendosi in matrimonio con un italiano – regolarizzino la permanenza nel nostro Paese. Ma spesso, dietro questi accordi, si nascondono delle vere e proprie trappole.
Soltanto due mesi fa nel tribunale di Sassari si è aperto il processo contro due fratelli marocchini che con la promessa di dare a una 47enne sassarese 4mila euro avevano convinto quest’ultima a sposare uno straniero. Lui – irregolare in Italia – pagando a sua volta seimila euro ai due uomini sarebbe convolato a nozze con la donna e così avrebbe ottenuto dalla questura di Sassari il permesso di soggiorno di cui aveva bisogno. Ma le cose non sono andate secondo i piani e i fratelli sono finiti a processo per violazione dell’articolo 12 del testo unico sull’immigrazione «perché – scriveva la Procura – in concorso tra loro, al fine di trarre ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero E.C., irregolare sul territorio italiano, favorivano la permanenza del predetto organizzando il fittizio matrimonio dietro il pagamento del corrispettivo di seimila euro». Contestata ai due anche la circonvenzione di incapace. L’inganno era stato scoperto dalla polizia che, per accertare l’effettiva convivenza tra marito e moglie, era andata nella loro casa e aveva scoperto che la donna aveva confidato ad alcuni vicini che il matrimonio era fittizio e che non aveva ancora ricevuto il denaro che le era stato promesso per sposare quello straniero. (na.co.)
Soltanto due mesi fa nel tribunale di Sassari si è aperto il processo contro due fratelli marocchini che con la promessa di dare a una 47enne sassarese 4mila euro avevano convinto quest’ultima a sposare uno straniero. Lui – irregolare in Italia – pagando a sua volta seimila euro ai due uomini sarebbe convolato a nozze con la donna e così avrebbe ottenuto dalla questura di Sassari il permesso di soggiorno di cui aveva bisogno. Ma le cose non sono andate secondo i piani e i fratelli sono finiti a processo per violazione dell’articolo 12 del testo unico sull’immigrazione «perché – scriveva la Procura – in concorso tra loro, al fine di trarre ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero E.C., irregolare sul territorio italiano, favorivano la permanenza del predetto organizzando il fittizio matrimonio dietro il pagamento del corrispettivo di seimila euro». Contestata ai due anche la circonvenzione di incapace. L’inganno era stato scoperto dalla polizia che, per accertare l’effettiva convivenza tra marito e moglie, era andata nella loro casa e aveva scoperto che la donna aveva confidato ad alcuni vicini che il matrimonio era fittizio e che non aveva ancora ricevuto il denaro che le era stato promesso per sposare quello straniero. (na.co.)
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