La Nuova Sardegna

Sassari

Condotta Enas rotta, è di nuovo incubo acqua

Condotta Enas rotta, è di nuovo incubo acqua

Operai al lavoro nella notte nel Coghinas II, mezza città a secco con Porto Torres e Castelsardo

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SASSARI. È successo di nuovo. A meno di un mese dalla clamorosa rottura che ha lasciato per 4 giorni senz’acqua Sassari, Porto Torres e Castelsardo. Con fiumi di dichiarazioni, promesse, progetti e ventilate soluzioni. Che, chiaramente, sono ben lontane dall’arrivare. E una dura realtà con cui fare i conti: l’acqua che rifornisce metà del Sassarese passa dalla obsoleta condotta Coghinas II, di proprietà dell’Enas. E, ogni volta che c’è una rottura, bisogna svuotarla, ripararla e incrociare le dita mentre si ridà pressione. Ieri le rotture, improvvise, sono state tre, nel tratto tra Valledoria e Castelsardo. Con l’Enas che ha comunicato l’intervento in corso e avvisato che avrebbe rimesso tutto in sesto per le 19. E Abbanoa che ha iniziato a “dosare” le scorte e avvisare che erano possibili disservizi. L’intervento in realtà si è concluso con 4 ore di anticipo, alle 15. E i tecnici Enas hanno riaperto, fiduciosi, i rubinetti.

Alle 17 l’amara sorpresa: la condotta non si stava riempiendo, e almeno una delle riparazioni non aveva tenuto. Da lì l’inizio delle notizie, delle promesse, delle speranze. Fino alle 19, quando il timore è diventato realtà e la comunicazione ufficiale di Enas è arrivata da Abbanoa e a tutti gli enti competenti: i lavori andranno avanti tutta la notte. E, si spera, questa mattina il problema sarà risolto. Come a dicembre, quando da un rimpallo all’altro la “secca” durò quattro giorni.

In attesa di nuove, con Castelsardo senz’acqua già da ieri, a finire in massima allerta sono i quartieri alimentati in via esclusiva da Truncu Reale tramite il serbatoio e la condotta di Monte Oro: Centro Storico, Monte Rosello basso, Sacro Cuore, Latte Dolce, Santa Maria di Pisa, Porcellana e Piandanna, già in parte a secco ieri. Negli altri si procederà alla chiusura dalle 22 alle 4. A Porto Torres l’erogazione andrà avanti finché dureranno le scorte, così come a Stintino. Salva Alghero, per cui è stata già attivata l’alimentazione alternativa dal Cuga. Il tutto tenendo le dita incrociate. Più tempo ci vorrà per la riparazione più le condotte si svuoteranno, e più servirà per riempirle. E poche ore potrebbero diventare giorni. E il nuovo anno potrebbe iniziare con un vecchio incubo. (g.bua)

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