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Deiana (M5s): «Resta ancora la carta del Cipe»

Deiana (M5s): «Resta ancora la carta del Cipe»

I Riformatori sardi chiedono una mobilitazione istituzionale e di popolo: «È un’opera strategica»

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SASSARI. La prima indiscrezione arriva dal M5s. «È un'istanza molto delicata - dice la parlamentare algherese del Movimento 5 stelle Paola Deiana – restano distanti le posizioni del Ministero per l’Ambiente e Ministero dei Beni Culturali da una parte, e Consiglio Superiore Lavori Pubblici, MIT e Regione dall'altra».

«Nonostante i due pareri negativi - spiega Paola Deiana -, così come mi sono battuta per non perdere i finanziamenti dell'opera e metterli al riparo per ben due anni, anziché uno, anche adesso, con lo stesso impegno, lavorerò per portare al termine questa battaglia e presentare, in tempi stretti, l'istanza al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), considerato che abbiamo ancora questa possibilità». Sul parere negativo è stata informata anche la Regione Sardegna che ha provveduto a contattare la parlamentare, alla quale è stata richiesta una stretta collaborazione. «Si lavorerà in sinergia nell’esclusivo interesse di ribaltare questa valutazione – ha detto Paola Deiana – una stretta collaborazione che si avvierà già nei prossimi giorni con un primo incontro».

Sulla bocciatura da parte del Ministero dei Beni culturali, i Riformatori Sardi esprimono «il forte disappunto». «Il parere in questione segue, peraltro, quello ugualmente negativo della Commissione Via (valutazione di impatto ambientale) che non potrà non ispirare quello del MATTM (Ambiente) e questo rischierebbe di porre una seria ipoteca sfavorevole su quello che dovrà essere il giudizio conclusivo del CIPE». Per i coordinatori regionale e provinciale dei Riformatori Aldo Salaris e Vincenzo Corrias , «servirebbe una mobilitazione di popolo unitamente alle istituzioni coinvolte affinché il forte risentimento di una Comunità per la possibile mancata attuazione di un'opera attesa da troppi anni possa trovare opportuno accoglimento in un ripensamento del Governo. Davvero la vicenda – sostengono – pare aver preso una brutta piega mettendo in discussione aspettative e programmi su un’area a forte impatto turistico, proiettata com’è verso una crescita complessiva delle presenze e delle attività».

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