Truffa, imputati 6 ricercatori dell’ateneo

La Procura: documenti fasulli al concorso bandito per il “Rientro dei cervelli”

SASSARI. Qualche anno all’estero e poi il rientro a Sassari, per arricchire – dopo un’importante esperienza di ricerca fuori dall’Italia – l’organico dell’ateneo turritano. La Regione aveva stanziato fondi ad hoc per il cosiddetto “rientro dei cervelli” ma l’anno scorso il trasferimento dell’ultima tranche di soldi era stato sospeso perché erano emerse presunte irregolarità. Non solo. Gli uffici di viale Trieste avevano anche inviato il dossier in blocco alla Procura della Repubblica di Sassari che aveva aperto un’inchiesta. La vicenda era approdata in tribunale dopo una lunga serie di ricorsi, denunce e segnalazioni che contestavano anomalie nella procedura di selezione e in particolare la mancanza dei requisiti per cinque dei sette ricercatori reclutati sulla base del programma regionale, con contratti triennali. E proprio nei loro confronti (all’elenco si è aggiunto poi anche un sesto candidato) il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa. Reato che si sarebbe consumato perché avrebbero partecipato al concorso pubblico bandito dall’Università di Sassari finalizzato al reclutamento di sette ricercatori «presentando domanda contenente dichiarazioni e documenti mendaci e comunque ingannevoli – scrive il pm – per dissimulare la mancanza del requisito dello stabile impegno all’estero in attività di ricerca previsto quale presupposto e requisito base indispensabile dall’articolo 2 comma 1 del bando rettorale». In questo modo, secondo la Procura, avrebbero «indotto in errore la commissione concorsuale appositamente istituita all’Università di Sassari che li decretava vincitori del concorso».

Dovranno presentarsi davanti al giudice dell’udienza preliminare Giampaolo Piga, sassarese di 46 anni, Gian Felice Giaccu, 47enne nativo di Villagrande Strisaili e residente a Cagliari, Tania Carta, 44 anni, di Sassari, Paola Cadeddu, 40enne di Alghero, Mario Bosincu, 41 anni, di Sassari e Sonia Fernandez Sanchez, originaria di Madrid e residente a Cagliari. Tutti assistiti rispettivamente dagli avvocati Bastianino Ventura, Sebastiano Chironi, Marco Palmieri, Enrico Cossu, Silvio Piras e Giampaolo Loy.

Ciascuno degli imputati avrebbe ottenuto per quel concorso cifre che si aggirano intorno ai 145mila euro, importo corrispondente alla retribuzione per l’incarico di ricercatore (oltre alle spese di dotazione) «con pari danno – scrive il pubblico ministero Porcheddu – per la medesima Università e per la Regione Autonoma Sardegna che finanziava il progetto». (na.co.)

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