Uniti per superare l’era Spezziga
di Salvatore Santoni
Valledoria, la minoranza si compatta per le elezioni. L’ex sindaco: sei mesi di paralisi amministrativa
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VALLEDORIA. L’amministrazione Spezziga è ormai soltanto un ricordo: ora a Valledoria gli sguardi sono tutti rivolti al futuro. Prima di tutto all’arrivo del commissario straordinario nominato dalla Regione, Lorenzo Moretti, incaricato per traghettare il Comune verso le prossime elezioni comunali programmate per l’inizio del mese di giugno. E poi per capire quali saranno le liste in campo a contendersi il governo del paese.
Numeri. Le dimissioni in massa dei sei consiglieri di minoranza più l’ex vicesindaca Claudia Spezziga hanno creato un collante naturale che difficilmente verrà scalfito. Se non altro perché è la matematica a dirlo: le due liste elettorali guidate da Ettore Puttolu e Francesco Piroddi pesano insieme 1.600 voti contro i mille incassati da Spezziga nel 2017. Numeri che, chiaramente, hanno ben chiari anche i due interessati con le rispettive compagini. Gli effetti catastrofici della divisione si erano già “pesati” all’indomani della scorsa tornata elettorale, quando tra i due litiganti aveva goduto la lista dell’ex primo cittadino. Un errore madornale che ora a Valledoria, né la minoranza né tantomeno i loro elettori, non vogliono ripetere.
Patto di ferro. Tant’è che, secondo le scarne indiscrezioni che trapelano, i referenti dei gruppi politici di minoranza si sarebbero già incontrati in una riservatissima prima riunione operativa suggellata con un patto di ferro per costruire un fronte unico alle prossime elezioni comunali. Parlare di nomi è ancora troppo presto, ma la linea sarebbe proprio quello di costruire una lista aperta che coinvolga persone volenterose in un progetto di rinascita del paese che preveda, al primo punto, il rovesciamento dell’approccio e i metodi messi in campo dall’ultima maggioranza. In altri termini, discontinuità totale col passato recente.
Allarme paralisi. Nel frattempo, l’ex sindaco Paolo Spezziga tende a precisare che il suo mandato – chiuso per lo scioglimento del consiglio comunale con due anni e mezzo di anticipo – non è stato una disavventura. «Abbiamo amministrato con forte senso di responsabilità e nell’interesse del paese – spiega in una nota l’ex primo cittadino –. Le opere e i servizi che abbiamo programmato sono un evidente risultato». E ancora, Spezziga è convinto che senza di lui il paese rischi la paralisi: «Dispiace che con l’arrivo del commissario ci sarà un blocco dell’attività amministrativa di almeno sei mesi, questo potrebbe comportare la perdita per il nostro territorio di importanti risorse. Se così fosse, la responsabilità cadrà su chi con tanta leggerezza ha buttato giù l’amministrazione». Infine, l’ex primo cittadino scaglia un fendente contro l’amministrazione precedente. «Dagli atti si evinceva che la precedente giunta non rispettava la parità di genere per cui centinaia di deliberazioni potevano avere carattere di illegittimità. Sembra davvero incomprensibile oggi sentirli parlare del bene del paese e della collettività e dei loro grandi progetti, dimenticandosi dei disastri fatti e che sino a ieri erano candidati in totale contrapposizione».
Numeri. Le dimissioni in massa dei sei consiglieri di minoranza più l’ex vicesindaca Claudia Spezziga hanno creato un collante naturale che difficilmente verrà scalfito. Se non altro perché è la matematica a dirlo: le due liste elettorali guidate da Ettore Puttolu e Francesco Piroddi pesano insieme 1.600 voti contro i mille incassati da Spezziga nel 2017. Numeri che, chiaramente, hanno ben chiari anche i due interessati con le rispettive compagini. Gli effetti catastrofici della divisione si erano già “pesati” all’indomani della scorsa tornata elettorale, quando tra i due litiganti aveva goduto la lista dell’ex primo cittadino. Un errore madornale che ora a Valledoria, né la minoranza né tantomeno i loro elettori, non vogliono ripetere.
Patto di ferro. Tant’è che, secondo le scarne indiscrezioni che trapelano, i referenti dei gruppi politici di minoranza si sarebbero già incontrati in una riservatissima prima riunione operativa suggellata con un patto di ferro per costruire un fronte unico alle prossime elezioni comunali. Parlare di nomi è ancora troppo presto, ma la linea sarebbe proprio quello di costruire una lista aperta che coinvolga persone volenterose in un progetto di rinascita del paese che preveda, al primo punto, il rovesciamento dell’approccio e i metodi messi in campo dall’ultima maggioranza. In altri termini, discontinuità totale col passato recente.
Allarme paralisi. Nel frattempo, l’ex sindaco Paolo Spezziga tende a precisare che il suo mandato – chiuso per lo scioglimento del consiglio comunale con due anni e mezzo di anticipo – non è stato una disavventura. «Abbiamo amministrato con forte senso di responsabilità e nell’interesse del paese – spiega in una nota l’ex primo cittadino –. Le opere e i servizi che abbiamo programmato sono un evidente risultato». E ancora, Spezziga è convinto che senza di lui il paese rischi la paralisi: «Dispiace che con l’arrivo del commissario ci sarà un blocco dell’attività amministrativa di almeno sei mesi, questo potrebbe comportare la perdita per il nostro territorio di importanti risorse. Se così fosse, la responsabilità cadrà su chi con tanta leggerezza ha buttato giù l’amministrazione». Infine, l’ex primo cittadino scaglia un fendente contro l’amministrazione precedente. «Dagli atti si evinceva che la precedente giunta non rispettava la parità di genere per cui centinaia di deliberazioni potevano avere carattere di illegittimità. Sembra davvero incomprensibile oggi sentirli parlare del bene del paese e della collettività e dei loro grandi progetti, dimenticandosi dei disastri fatti e che sino a ieri erano candidati in totale contrapposizione».
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