Basta incompiute, il porto riparte
di Gavino Masia
Il 2020 decisivo per mercato ittico, antemurale e travel fit. Deiana: «Videosorveglianza ok alla gara»
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PORTO TORRES. Per le incompiute portuali distribuite nell’area dello scalo commerciale, il 2020 dovrebbe essere l’anno giusto per la definizione delle opere e riqualificare così uno dei volani dello sviluppo economico di Porto Torres e dell’area vasta.
La burocrazia continuerà a farla da padrona con bandi e progettazioni, ma i passaggi cruciali saranno rappresentate dallo svolgimento delle cosiddette conferenze di servizio tra Stato e Regione per dare poi il via all’esecuzione dei lavori portuali.
Antemurale. A dicembre c’è stata la firma tra il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna Massimo Deiana e il rappresentante legale della Sales Spa Pasquino Zambernardi. Il totale dell’appalto è di circa 29 milioni e 241 mila euro, con ribasso d’asta del 18.61, e un punto fondamentale del contratto - anticipato dalla Nuova Sardegna - è quello che riporta la realizzazione dei cassoni a Porto Torres. «La settimana scorsa abbiamo fatto un sopralluogo con i tecnici – dice il presidente dell’Authority – per individuare il sito dove si dovranno realizzare i cassoni: il punto dovrebbe essere in coincidenza con una parte della banchina utilizzata da Ep (società proprietaria della centrale di Fiume Santo, ndc), dove attraccano le navi carboniere, e ora attendiamo che la società faccia la progettazione del cantiere e acquisisca le necessarie autorizzazioni ambientali e paesaggistiche. Nei cassoni costruiti in loco è necessario costruire il basamento e poi riempirli con i residui del dragaggio».
Mercato ittico. La progettazione del mercato ittico affidata al Raggruppamento temporaneo di professionisti - studio di Architettura Ortu, Pillola e associati, Architetti Guendalina Salimei TStudio, Architetti Romagnoli e Batochioni associati - sarà consegnato all’Autorità di sistema portuale entro febbraio. «Poi bisogna partire con le varie autorizzazioni propedeutiche alla conferenza di servizio – ricorda Deiana – e con il bando per gli interventi. Che prevedono la riqualificazione, manutenzione, completamento e trasformazione del fabbricato in un centro servizi».
Travel lift. Dopo la fase di monitoraggio ante operam previsto dalla decreto di Valutazione di impatto ambientale, si è aperta la fase operativa del cantiere per la realizzazione dello scalo di alaggio finanziato per la prima volta circa dieci anni fa. «Il 13 gennaio mi hanno consegnato il progetto – aggiunge il presidente Deiana – e noi lo abbiamo subito inviato agli enti preposti: devono organizzare la conferenza Stato-Regione».
Videosorveglianza. La Port Authority del Nord Sardegna ha aggiudicato la gara per il progetto di videosorveglianza in grado di monitorare il controllo dei varchi e di individuare i colpevoli di reati e infrazioni che danneggiano le imbarcazioni. «Si tratta di un investimento di 2 milioni di euro già programmato – ricorda Massimo Deiana – ed è partita la gara di progettazione per realizzare un sistema di sicurezza con telecamere collegate alla centrale operativa, che diventerà luogo di registrazione delle immagini per 24 ore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La burocrazia continuerà a farla da padrona con bandi e progettazioni, ma i passaggi cruciali saranno rappresentate dallo svolgimento delle cosiddette conferenze di servizio tra Stato e Regione per dare poi il via all’esecuzione dei lavori portuali.
Antemurale. A dicembre c’è stata la firma tra il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna Massimo Deiana e il rappresentante legale della Sales Spa Pasquino Zambernardi. Il totale dell’appalto è di circa 29 milioni e 241 mila euro, con ribasso d’asta del 18.61, e un punto fondamentale del contratto - anticipato dalla Nuova Sardegna - è quello che riporta la realizzazione dei cassoni a Porto Torres. «La settimana scorsa abbiamo fatto un sopralluogo con i tecnici – dice il presidente dell’Authority – per individuare il sito dove si dovranno realizzare i cassoni: il punto dovrebbe essere in coincidenza con una parte della banchina utilizzata da Ep (società proprietaria della centrale di Fiume Santo, ndc), dove attraccano le navi carboniere, e ora attendiamo che la società faccia la progettazione del cantiere e acquisisca le necessarie autorizzazioni ambientali e paesaggistiche. Nei cassoni costruiti in loco è necessario costruire il basamento e poi riempirli con i residui del dragaggio».
Mercato ittico. La progettazione del mercato ittico affidata al Raggruppamento temporaneo di professionisti - studio di Architettura Ortu, Pillola e associati, Architetti Guendalina Salimei TStudio, Architetti Romagnoli e Batochioni associati - sarà consegnato all’Autorità di sistema portuale entro febbraio. «Poi bisogna partire con le varie autorizzazioni propedeutiche alla conferenza di servizio – ricorda Deiana – e con il bando per gli interventi. Che prevedono la riqualificazione, manutenzione, completamento e trasformazione del fabbricato in un centro servizi».
Travel lift. Dopo la fase di monitoraggio ante operam previsto dalla decreto di Valutazione di impatto ambientale, si è aperta la fase operativa del cantiere per la realizzazione dello scalo di alaggio finanziato per la prima volta circa dieci anni fa. «Il 13 gennaio mi hanno consegnato il progetto – aggiunge il presidente Deiana – e noi lo abbiamo subito inviato agli enti preposti: devono organizzare la conferenza Stato-Regione».
Videosorveglianza. La Port Authority del Nord Sardegna ha aggiudicato la gara per il progetto di videosorveglianza in grado di monitorare il controllo dei varchi e di individuare i colpevoli di reati e infrazioni che danneggiano le imbarcazioni. «Si tratta di un investimento di 2 milioni di euro già programmato – ricorda Massimo Deiana – ed è partita la gara di progettazione per realizzare un sistema di sicurezza con telecamere collegate alla centrale operativa, che diventerà luogo di registrazione delle immagini per 24 ore».
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