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Sassari

Atteso per oggi l’arrivo del direttore titolare

Atteso per oggi l’arrivo del direttore titolare

Nella struttura manca anche il comandante della polizia penitenziaria. Le proteste dei sindacati

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SASSARI. Il nuovo direttore potrebbe arrivare già oggi, o al più tardi domani. E dovrebbe essere il primo passo, finalmente, verso quella ricerca di normalità che nel cercare di Bancali, struttura modello voluta dallo Stato, manca ormai da troppo tempo. E a breve - stando alle ultime assicurazioni - dovrebbe arrivare a Sassari anche il comandante della polizia penitenziaria.

É una storia incredibile quella di Bancali, carcere di prima fascia, tra i più importanti e sicuri d’Italia, costruito di recente dopo una lunga gestazione, e poi lasciato inspiegabilmente senza una guida (nel senso che il ruolo di direttore è stato coperto da funzionari a scavalco e finora è mancato un titolare). Stessa situazione di precarietà anche per quanto riguarda il comandante della polizia penitenziaria. E dire che le proteste delle organizzazioni sindacali non sono mancate: c’è un carteggio voluminoso, ma le risposte non sono mai arrivate. Le promesse, quelle sì. E nessuno in realtà è riuscito a darsi una spiegazione del perchè, se non con il fatto che «nessuno vuole venire in Sardegna a ricoprire quel ruolo».

Anche i parlamentari sardi si erano adoperati per cercare di arrivare a una soluzione, forse anche dopo avere intuito la gravità della situazione. E stando alle rassicurazioni, la questione doveva essere risolta ormai da tempo, invece niente è cambiato.

Domani a Bancali dovrebbe arrivare il provveditore regionale delle carceri sarde Maurizio Veneziano per rendersi conto di persona della situazione. E per portare la solidarietà all’agente ferito nel corso dell’ultima aggressione. In precedenza c’era stato un altro episodio e aveva visto come protagonista il boss Leoluca Bagarella: il cognato di Totò Riina aveva tentato di aggredire gli agenti che lo stavano accompagnando dalla cella della sezione di massima sicurezza fino alla sala della videosorveglianza per presenziare a distanza al processo in corso nella Corte d’assise d’appello di Palermo sulla trattativa Stato-mafia. In quella occasione nessuno era rimasto ferito.

Un campanello d’allarme, però, in un settore dove solitamente non succede mai niente di particolare. E anche il ministero della Giustizia e il Dap nazionale - a quanto pare - stanno valutando con attenzione quel che accade a Bancali.

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