Simbolo dell’integrazione sorpreso a spacciare droga

Il 27enne nigeriano era stato adottato dal paese, lavorava ai servizi sociali Fermato a un controllo aveva l’eroina in tasca, sequestrati in tutto 25 grammi

SASSARI. Fin dal suo arrivo in Italia, dopo una traversata rocambolesca del Mediterraneo, si è inserito senza problemi nella comunità di Trinità d’Agultu. Tanto che poco prima di Natale è stato battezzato nella parrocchia del paese con tanto di festeggiamenti da parte di tutto il paese, che lo ha accolto da subito come un figlio, offrendogli anche un lavoretto in Comune. Per questo quando nei giorni scorsi i carabinieri lo hanno sorpreso in paese con addosso dosi di eroina non hanno creduto ai loro occhi.

Protagonista della vicenda è l’insospettabile Frederick Elebhose, 27enne nigeriano, che in un attimo è passato dalla bella storia di integrazione all’arresto per spaccio e detenzione di stupefacenti. I militari del nucleo operativo e radiomobile, guidato dal tenente Giovanni Mulas, che fa capo alla compagnia di Valledoria diretta dal capitano Sergio Pagliettini, lo hanno fermato la sera del 27 gennaio durante un controllo di routine dedicato proprio alla prevenzione dello spaccio di stupefacenti. I carabinieri hanno notato il giovane che si avvicinava ad un’auto in sosta con a bordo un altro uomo. Insospettiti dallo strano comportamento del nigeriano, i militari hanno deciso di approfondire la situazione controllando le due persone. A quel punto dalle tasche del 27enne è spuntata fuori una dose di eroina pronta per essere spacciata. I carabinieri hanno quindi ritenuto opportuno eseguire una perquisizione all’interno dell’abitazione del giovane. E il presentimento dei militari è risultato fondato: in casa del 27enne sono stati rinvenuti un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi, ulteriori dieci grammi di eroina conservati all’interno di una busta e un ovulo ancora intatto contenente lo stesso tipo di stupefacente. Alla fine della serata l’eroina totale rinvenuta dai carabinieri ammontava a 25 grammi, una quantità che sul mercato avrebbe fruttato più o meno di cento euro a grammo, e quindi almeno 2500 euro complessivi.

A quel punto per Frederick Elebhose è scattato l’arresto con l’accusa di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Il giovane è stato portato in caserma per sbrigare le pratiche burocratiche e attendere le decisioni del pm di turno della Procura di Tempio Pausania, che ha disposto il trasferimento nel carcere di Nuchis dove il 27enne si trova tuttora rinchiuso a disposizione dell’autorità giudiziaria – tecnicamente la custodia cautelare è stata disposta per scongiurare un eventuale pericolo di fuga – in seguito dell’udienza di convalida dell’arresto celebrata davanti al gip. L’arresto del giovane ha suscitato clamore in paese.

Frederick Elebhose era infatti partito da un piccolo villaggio della Nigeria per poi arrivare a Trinità d’Agultu e Vignola, dove vive e lavora nel servizio civile del Comune. Si è integrato talmente bene che lo scorso mese di dicembre ha ricevuto i sacramenti nella parrocchia della Santissima Trinità, direttamente dal parroco don Santino Cimino e con un padrino e una madrina del posto. La festa per il battesimo è diventata un momento veicolante di pace e dialogo tra le religioni. In molti, infatti, cristiani e musulmani, hanno partecipato alla cerimonia. Il paese ha dunque accolto il giovane a braccia aperte fin dal suo arrivo nel centro migranti. E nella sua nuova comunità il 27enne ha condiviso le difficoltà che ha dovuto affrontare per attraversare l’Africa e arrivare sulle coste del Mediterraneo in cerca di un futuro. Il finale della storia è amaro. Per qualche ragione Frederick Elebhose ha smarrito la strada e ora si trova in carcere accusato di spaccio di droga.

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