Haffner: «Un giorno che porterò nel cuore»
Un grande progetto, un enorme significato, per un pezzo della nostra storia ancora “viva” e dolente. A dimostrarlo le parole di Egea Haffner, “la bambina con la valigia”, una tenace promotrice della...
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Un grande progetto, un enorme significato, per un pezzo della nostra storia ancora “viva” e dolente. A dimostrarlo le parole di Egea Haffner, “la bambina con la valigia”, una tenace promotrice della memoria della tragedia dell'esodo, delle foibe e delle persecuzioni subite alla fine della seconda guerra mondiale dagli italiani nelle terre di Istria e Dalmazia, protagonista, ad appena cinque anni, della foto divenuta simbolo dell’esodo giuliano-dalmata. Ieri, insieme all’inviata di Avvenire Lucia Bellaspiga, si è confrontata con il presidente dei Giuliani nel mondo Dario Locci, e il presidente di Federesuli Antonio Ballarin. E poi ha posato la simbolica prima pietra, che ha trovato chiusa in una valigia. «É stato un momento emozionante – racconta – uno dei tanti di una giornata magica. Vedere la mia gente, qui, integrata, commossa. Parlare con loro in dialetto, e per loro raccontare la storia, quella vera, senza sovrastrutture o secondi fini, solo per dire la verità, è stato impagabile. Il progetto del museo è meraviglioso, il lavoro della “Solemare” incredibile. E oggi davvero una giornata che per sempre porterò nel cuore».
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