Venti pini da abbattere a Sorso: è rivolta contro l’Anas

Operai al lavoro sulla strada dell’Anglona all’altezza del Water Paradise

SORSO. Quei pini pettinati dal vento erano lì da un secolo. E fa una certa impressione vederli sparire in un batter d’occhio dalla scenografia visiva. Per il paesaggio mentale c’è ancora tempo ad abituarsi ai vuoti e alla troppa luce.

Un paio di colpi di benna, gettati sull’asfalto e poi fatti a fettine con le lame della motosega. In un paio d’ore sono spariti dieci alberi secolari, che da sempre presidiavano la Strada statale 200 dell’Anglona. L’iniziativa è da parte dell’Anas, e il sacrificio, secondo l’ente che si occupa della manutenzione stradale, si è reso necessario per questioni di sicurezza: «Le alberature presenti ai lati della carreggiata sono state sottoposte a verifiche di stabilità (VTA) da parte di personale specializzato; – si legge nella delibera dell’Anas - che in base agli esiti di dette verifiche, oltre alle periodiche potature di alleggerimento, si rende necessario procedere all'abbattimento di alcune essenze che non offrono sufficienti garanzie di stabilità».

Il problema è che dal chilometro 14+900 sino al chilometro 17+900, cioè nel tratto del discesone del Silis, che poi fiancheggia il Water Paradise, Bellinpiazza e arriva alle curve prima del B&B Marcos, sarà un’ecatombe di pini: l’agronomo avrebbe sentenziato che tutti sarebbero così malandati da rischiare di precipitare al suolo. A seguito di questa perizia l’Anas ha ordinato l’eutanasia per una ventina di alberi.

Il tratto stradale interessato dai lavori naturalmente è stato chiuso al traffico. Gli automobilisti, arrivati allo sbarramento, sono rimasti basiti e contrariati. Non tanto per dover fare dietrofont e optare per la litoranea, ma per quello che stava succedendo davanti ai loro occhi. Per chi percorre quella strada, infatti, i pini sono sempre stati una presenza familiare, alla quale lo sguardo non può che affezionarsi. Qualcuno ha scattato delle foto e la protesta è subito rimbalzata sui social. Nel gruppo Facebook Segnala Sorso-Sennori si è scatenata un piccola rivoluzione di popolo, al grido giù le mani dai pini secolari. «Motivi di sicurezza. Possibile che vadano tagliati tutti? È l'unica soluzione possibile?». Uno risponde: «Non vorranno più accollarsi la manutenzione degli avvallamenti all’asfalto per via delle radici superficiali». Ma le barricate sono pronte: «Io sono cresciuto con quegli alberi». E ancora: «La mia prozia mi raccontava che i pini avevano la sua età. Forse esagerava, lei era nata nel 1884». Anche il sindaco di Sorso Fabrizio Demelas è andato subito a fare un sopralluogo: «Sono contrarissimo, e sono andato di persona a manifestare tutto il mio disappunto. Non ho potuto fermare l’intervento, perché non rientra nelle mie competenze. Ma ho chiesto all'Anas che mi venisse trasmessa la perizia tecnico-agronomica che motiverebbe l’abbattimento per ragioni di sicurezza. Per ora, nell'ordinanza che mi è stata mostrata, si parla genericamente di rischio staticità di una ventina di piante che potrebbero cadere sulla carreggiata. Sono consapevole che la valutazione del pericolo è unicamente in capo all'Anas, e senza voler in alcun modo porre in secondo piano l'incolumità dei fruitori della strada, vigilerò affinché non si abbatta neanche un albero in più rispetto a quelli che è necessario sacrificare proprio in nome della sicurezza. Ciò che ho evidenziato è che quelle piante fanno parte del patrimonio storico-paesaggistico oltre che naturalistico del nostro territorio. Bisogna averne rispetto».

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