Coronavirus, allarme rientrato a Castelsardo
di Vincenzo Garofalo
Ieri riunione dell’Unità di crisi: il bambino di 2 anni non ha più la febbre, negativi anche gli ultimi esami
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SASSARI. La febbre è scomparsa e gli ultimi esami hanno confermato la negatività, per cui l’allarme coronavirus è definitivamente rientrato. Sta decisamente meglio il bambino cinese di 2 anni che vive con la famiglia a Castelsardo, segnalato due giorni fa come sospetto caso di contagio da nuovo coronavirus. Il termometro non supera più la tacchetta del 37, e la situazione è praticamente tornata alla normalità dopo la paura iniziale. Sciolte quindi tutte le riserve e l’allarme si può dire ufficialmente rientrato.
Proprio ieri mattina l’Unità di crisi locale si è riunita per fare il punto della situazione. Secondo i riscontri medici il bambino presenterebbe un’infezione non virale ma batterica ed è stato quindi sottoposto a una terapia antibatterica. Per scacciare ogni dubbio il personale del reparto Malattie infettive dell’Aou ha eseguito un prelievo con tampone faringeo sul piccolo, per poi analizzare il materiale organico e poter escludere con la massima certezza un contagio da nuovo coronavirus. Un controllo questo, che l’Unità di crisi locale ha scelto di non eseguire nei giorni scorsi perché ha voluto prima monitorare lo stato di salute del bimbo. Ora i risultati confermano che quello segnalato non era un caso di coronavirus. La febbre del bambino era stata segnalata come sospetta perché il piccolo e la sua famiglia erano rientrati il 21 gennaio da Pechino, e il medico ha voluto usare massima prudenza. L’Unità di crisi, ricevuta la segnalazione ha messo subito in moto tutte le procedure previste dal protocollo sanitario indicato dal Ministero. Protocollo che prevede una prima fase di verifiche a domicilio. L’assessore regionale alla Sanità aveva subito dichiarato che si era davanti a un eccesso di zelo, e che il caso non avrebbe dovuto nemmeno essere segnalato. Sia perché la famiglia era rientrata dalla Cina da più di 14 giorni, che è il tempo indicato per l’incubazione del virus, sia perché durante il viaggio non erano stati nelle zone dove si è sviluppato il contagio da coronavirus. Anche il sindaco di Castelsardo, Antonio Capula, si era subito attivato per tenere sotto controllo la situazione ed evitare inutili e pericolosi allarmismi.
Proprio ieri mattina l’Unità di crisi locale si è riunita per fare il punto della situazione. Secondo i riscontri medici il bambino presenterebbe un’infezione non virale ma batterica ed è stato quindi sottoposto a una terapia antibatterica. Per scacciare ogni dubbio il personale del reparto Malattie infettive dell’Aou ha eseguito un prelievo con tampone faringeo sul piccolo, per poi analizzare il materiale organico e poter escludere con la massima certezza un contagio da nuovo coronavirus. Un controllo questo, che l’Unità di crisi locale ha scelto di non eseguire nei giorni scorsi perché ha voluto prima monitorare lo stato di salute del bimbo. Ora i risultati confermano che quello segnalato non era un caso di coronavirus. La febbre del bambino era stata segnalata come sospetta perché il piccolo e la sua famiglia erano rientrati il 21 gennaio da Pechino, e il medico ha voluto usare massima prudenza. L’Unità di crisi, ricevuta la segnalazione ha messo subito in moto tutte le procedure previste dal protocollo sanitario indicato dal Ministero. Protocollo che prevede una prima fase di verifiche a domicilio. L’assessore regionale alla Sanità aveva subito dichiarato che si era davanti a un eccesso di zelo, e che il caso non avrebbe dovuto nemmeno essere segnalato. Sia perché la famiglia era rientrata dalla Cina da più di 14 giorni, che è il tempo indicato per l’incubazione del virus, sia perché durante il viaggio non erano stati nelle zone dove si è sviluppato il contagio da coronavirus. Anche il sindaco di Castelsardo, Antonio Capula, si era subito attivato per tenere sotto controllo la situazione ed evitare inutili e pericolosi allarmismi.
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