Bilancio in rosso
La Casa “Divina Provvidenza” a un passo dal fallimento
SASSARI. Rischia il fallimento la Casa Divina Provvidenza, storica istituzione fondata da padre Manzella nel 2010 per accogliere i poveri: un’istanza perché il tribunale dichiari lo stato d’insolvenza...
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SASSARI. Rischia il fallimento la Casa Divina Provvidenza, storica istituzione fondata da padre Manzella nel 2010 per accogliere i poveri: un’istanza perché il tribunale dichiari lo stato d’insolvenza dell’ex ospizio è stata presentata lo scorso dicembre da due dipendenti. La Fondazione onlus ha fatto la contromossa chiedendo l’ammissione al concordato preventivo in bianco. Nell’udienza dell’11 febbraio scorso il giudice delegato Giovannella Mossa ha perciò dato 60 giorni all’istituto per presentare un piano di risanamento.
Piano di risanamento che dovrà partire dai quasi tre milioni di euro di “rosso” accumulato dai “Cronici”, come ancora viene chiamato dai sassaresi l’istituto di piazza Sant’Agostino che attualmente accoglie novanta ospiti. Da anni in perenne crisi, con i lavoratori (una quarantina) che non ricevono puntualmente gli stipendi e una serie di controversie di lavoro che per ora hanno visto vincere i ricorrenti, anche se il giudizio non si è concluso per le impugnazioni da parte della “Divina Provvidenza”. Una richiesta di fallimento che si inserisce, quindi, in un clima di alta conflittualità e che ha spinto l’ex direttore generale Luigi Piredda e un operatore socio sanitario, creditori di oltre 87mila euro a titolo di risarcimento per essere stati licenziati a rivolgersi al tribunale. Assistiti legalmente dall’avvocato Vittorio Perria e durante le vertenze sindacali dalla Csa, hanno giocato una carta «che in tutti i modi abbiamo cercato di non buttare sul tavolo, percorrendo la via della conciliazione e di accordi – spiega Perria –. Però da parte della Fondazione c’è stata una chiusura totale alle nostre proposte». Il presidente della “Divina Provvidenza” afferma di essere addolorato «L’istanza arriva in un momento di rilancio della struttura».
Piano di risanamento che dovrà partire dai quasi tre milioni di euro di “rosso” accumulato dai “Cronici”, come ancora viene chiamato dai sassaresi l’istituto di piazza Sant’Agostino che attualmente accoglie novanta ospiti. Da anni in perenne crisi, con i lavoratori (una quarantina) che non ricevono puntualmente gli stipendi e una serie di controversie di lavoro che per ora hanno visto vincere i ricorrenti, anche se il giudizio non si è concluso per le impugnazioni da parte della “Divina Provvidenza”. Una richiesta di fallimento che si inserisce, quindi, in un clima di alta conflittualità e che ha spinto l’ex direttore generale Luigi Piredda e un operatore socio sanitario, creditori di oltre 87mila euro a titolo di risarcimento per essere stati licenziati a rivolgersi al tribunale. Assistiti legalmente dall’avvocato Vittorio Perria e durante le vertenze sindacali dalla Csa, hanno giocato una carta «che in tutti i modi abbiamo cercato di non buttare sul tavolo, percorrendo la via della conciliazione e di accordi – spiega Perria –. Però da parte della Fondazione c’è stata una chiusura totale alle nostre proposte». Il presidente della “Divina Provvidenza” afferma di essere addolorato «L’istanza arriva in un momento di rilancio della struttura».
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