Ucciso da un’overdose l’uomo operato al Marino

Il 50enne era deceduto pochi giorni dopo un banale intervento al ginocchio Dall’esame autoptico è emerso che avrebbe assunto eroina a casa della madre

SASSARI. È stata una dose letale di eroina a stroncare – durante la notte tra martedì e mercoledì della scorsa settimana – il 50enne sassarese residente in Francia, morto nove giorni dopo un intervento chirurgico all’ospedale Marino di Alghero.

L’esame autoptico, eseguito ieri mattina dal medico legale Franco Lubinu nell’istituto di patologia forense dell’università, ha escluso con assoluta certezza che il decesso del 50enne sia collegato al decorso postoperatorio e ai farmaci prescritti dai medici del reparto algherese di Ortopedia.

Dagli accertamenti eseguiti nel corso dell’autopsia è emerso che l’uomo ha assunto una dose di eroina all’interno dell’appartamento della madre che lo aveva ospitato dopo le dimissioni. Per iniettarsi la dose di droga – è stato accertato – il 50enne ha utilizzato la stessa siringa con cui poco prima aveva assunto una fiala di eparina, l’anticoagulante che avrebbe dovuto prendere per tre settimane per mantenere il sangue ben fluido e scongiurare complicazioni post intervento. L’uomo era stato operato il 3 febbraio scorso per un problema al ginocchio. I medici del Marino avevano eseguito una meniscectomia, con la rimozione della porzione di menisco lesionata mediante intervento in artroscopia. La mattina del 12 febbraio l’uomo era stato trovato senza vita dalla madre. La donna si era resa conto che il figlio non respirava e aveva chiamato una nipote che vive poco distante. La giovane e il marito avevano praticato al 50enne le manovre di rianimazione in attesa dell’arrivo dei soccorritori. Sul posto, un’abitazione nelle campagne tra Sassari e Osilo, si erano precipitati un’ambulanza del 118 e una pattuglia della squadra volante della polizia. Purtroppo per il 50enne non c’era più niente da fare.

Il sostituto procuratore Enrica Angioni aveva voluto vederci chiaro, anche perché accanto al suo corpo erano stati trovati un cucchiaino bruciacchiato e della carta stagnola. Nessun medico era finito nel registro degli indagati, ma ora l’inchiesta potrebbe indirizzarsi negli ambienti della criminalità per risalire alla persona che ha venduto al 50enne la dose che lo ha ucciso.

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