Scuola, i precari scrivono a Mattarella

Oggi il sit in al provveditorato e l’appello al Capo dello Stato: legge da fermare

SASSARI. Questa mattina gli insegnanti precari della scuola scenderanno in piazza per la terza volta in poco più di due mesi. Stavolta l’ occasione sarà quella della visita del presidente Mattarella a Sassari per la cerimonia di inaugurazione del 458° anno accademico dell’Ateneo Turritano. L’appuntamento per il presidio è alle 10.15 in via Angioy 1 di fronte alla sede dell’ufficio scolastico provinciale.

I membri del coordinamento dei precari della scuola autoconvocati Sassari si faranno stavolta portavoce di tutti gli insegnanti aderenti alla rete nazionale dei coordinamenti dei precari della scuola, consegnando una lettera al presidente della Repubblica nella quale ci si appella al buon senso del massimo rappresentante delle istituzioni affinché intervenga per fermare le drammatiche conseguenze del Decreto Scuola 2019 (oggi Legge n. 159/2019) chiedendone il congelamento.

«La contestazione della Legge 159/2019 – scrivono – ha portato a scioperare ben oltre 15000 persone in tutta Italia, ma il ministro per la Pubblica Istruzione Lucia Azzolina sembra aver deciso di ignorare il dissenso dei lavoratori e continuare con la sua crociata contro gli insegnanti precari. Stando al Decreto, il lavoro degli insegnanti precari, nonostante abbia tenuto in piedi il sistema scolastico negli ultimi 10 anni, non costituisce un valore sufficiente per essere assunti a tempo indeterminato, così come sta accadendo in altri ambiti della Pubblica Amministrazione, e così come impone la legge europea. Non solo, anni di esperienza nella scuola pubblica, anni di responsabilità e professionalità, valgono meno di una sola delle 80 domande a risposta multipla del test nozionistico previsto per la prova del concorso. Inoltre gli insegnanti precari che hanno garantito l’inclusione, svolgendo il delicato compito di insegnante di sostegno, sono tagliati fuori dal concorso. La loro esperienza pluriennale viene letteralmente considerata nulla, e neanche permette l’accesso al concorso. Gli insegnanti precari sono quindi cittadini di serie B, da gettare via dopo essere stati sfruttati dal Ministero per tenere aperte le scuole nonostante la carenza di organico».

Gli insegnanti precari sardi si appellano al Presidente Mattarella affinché si garantiscano pari opportunità e pari dignità per tutti i lavoratori della scuola, e affinché essere insegnanti in Sardegna non diventi un punto di penalità, ma al contrario venga riconosciuto il valore della professionalità con la quale per anni i precari sardi hanno contribuito a garantire un’istruzione di qualità nell'Isola.

In Sardegna gli insegnanti precari che rischiano di essere esodati sono 5000. L’esasperazione della categoria ha raggiunto ormai livelli altissimi, tanto che sono previste ulteriori mobilitazioni sino a quando lo Stato o la Regione Sardegna non produrranno soluzioni alla crisi sociale che sta per investire le famiglie di questi lavoratori, il cui unico peccato è stato quello di amare la propria Terra al punto di volerne trasmettere la bellezza alle generazioni successive anche attraverso l’insegnamento.



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