I carabinieri al telefono con l’assassino di Zdenka

Poco prima di accoltellare la compagna Fadda era stato ammonito dai militari: «Non ti avvicinare» 

SORSO. «Non ti avvicinare a Zdenka per nessun motivo». L’ammonimento, caduto purtroppo nel vuoto, era rimbombato nelle orecchie di Francesco Baingio Douglas Fadda appena dieci minuti prima della tragedia.

Il 15 febbraio scorso dopo aver trascorso il pomeriggio con l’ex compagno – che il giorno prima aveva perdonato in Tribunale durante il processo per maltrattamenti – la quarantenne della Repubblica Ceca uccisa con una coltellata al petto, aveva chiesto aiuto ai carabinieri dopo l’ennesima serata degenerata.

I militari erano andati a casa della donna e proprio quando si trovavano da lei Fadda aveva chiamato Zdenka al telefono.

Uno dei carabinieri aveva chiesto di parlare con l’uomo e gli aveva intimato di stare lontano dalla donna e dalle sue bambine. Fadda aveva detto di essere andato via da Sorso, ma chiaramente non era vero. I carabinieri avevano girato intorno alla casa di Zdenka per diversi minuti, temendo che Fadda potesse tornare. È possibile che l’uomo si fosse appostato non troppo distante. Quando infatti i carabinieri sono rientrati in caserma l’uomo si è ripresentato a casa della vittima.

È in quel momento che la donna è stata colpita con calci e pugni davanti alle sue bambine di 11 anni, colpevole secondo l’assassino di aver chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Fadda – è emerso dalla perizia necroscopica effettuata dal medico legale Salvatore Lorenzoni – ha colpito Zdenka con pugni al naso, al mento e allo zigomo e con calci alla schiena. La donna ha provato a difendersi, come è emerso dagli ematomi alle mani e alla braccia, e poi è riuscita a fuggire dall’appartamento di via Tiziano e ripararsi nel bar sotto casa.

Un luogo in cui sperava di essere al sicuro, ma in cui purtroppo ha trovato la morte. «Aiutate mia madre, aiutate mia madre» ha urlato una delle due bambine cercando di attirare l’attenzione dei pochi clienti presenti. Pochi secondi dopo, mentre Zdenka si trovava ricurva sopra la più fragile delle sue bambine, Fadda l’ha colpita a morte con un coltella da cucina. Solo 12 ore dopo – al termine di una notte di follia – l’uomo è finito in manette con l’accusa di omicidio.

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