la ricostruzione
Sono passati cinque anni dagli omicidi dei due giovani
SASSARI. Due omicidi (di una delle vittime, Stefano Masala, ancora non si trova il corpo nonostante le lunghe ricerche e i tentativi di acquisire elementi che possano portare alla soluzione) legati...
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SASSARI. Due omicidi (di una delle vittime, Stefano Masala, ancora non si trova il corpo nonostante le lunghe ricerche e i tentativi di acquisire elementi che possano portare alla soluzione) legati tra loro. Quelli di Gianluca Monni, 18 anni di Orune, e Stefano Masala, 28, di Nule.
Il primo venne ammazzato con tre colpi di fucile in paese, la mattina dell’8 maggio 2015, mentre aspettava l’autobus per andare a scuola, come ogni mattina. Chi gli ha teso l’agguato lo sapeva bene ed è andato a colpo sicuro.
Stefano Masala, invece, è scomparso la sera del 7 maggio e il suo corpo non è mai stato trovato. Per i due omicidi è stato già condannato in via definitiva a vent’anni di carcere Enrico Paolo Pinna, cugino di Alberto Cubeddu. Secondo la ricostruzione giudiziaria, i due delitti furono conseguenti a una lite scoppiata nel dicembre 2014 a Orune, durante la manifestazione “Cortes apertas”.
In quell’occasione di festa, secondo quanto emerso finora, Pinna venne offeso e picchiato, e in base alle sentenze già emesse i due cugini pianificarono successivamente con freddezza diabolica la vendetta omicida, messa in atto parecchi mesi più tardi.
Secondo gli inquirenti, Stefano Masala fu ucciso perché gli imputati avessero modo di rubare la sua auto e raggiungere Orune. Poi lo avrebbero fatto sparire, in modo che i sospetti dell’uccisione di Gianluca Monni potessero ricadere su di lui. La Opel Corsa del giovane di Nule venne usata per andare a Orune e compiere l’omicidio dello studente. L’auto venne ripresa dalle telecamere più volte mentre transitava - la mattina dell’omicidio - nella zona dove è stato ucciso Gianluca. La Opel venne poi ritrovata completamente bruciata in una stradina nelle campagne di Pattada, al chilometro 42 della statale 128 bis. In quella zona sono state effettuate le ricerche anche con le unità cinofile, ma di Stefano Masala non è stata trovata traccia.
Il primo venne ammazzato con tre colpi di fucile in paese, la mattina dell’8 maggio 2015, mentre aspettava l’autobus per andare a scuola, come ogni mattina. Chi gli ha teso l’agguato lo sapeva bene ed è andato a colpo sicuro.
Stefano Masala, invece, è scomparso la sera del 7 maggio e il suo corpo non è mai stato trovato. Per i due omicidi è stato già condannato in via definitiva a vent’anni di carcere Enrico Paolo Pinna, cugino di Alberto Cubeddu. Secondo la ricostruzione giudiziaria, i due delitti furono conseguenti a una lite scoppiata nel dicembre 2014 a Orune, durante la manifestazione “Cortes apertas”.
In quell’occasione di festa, secondo quanto emerso finora, Pinna venne offeso e picchiato, e in base alle sentenze già emesse i due cugini pianificarono successivamente con freddezza diabolica la vendetta omicida, messa in atto parecchi mesi più tardi.
Secondo gli inquirenti, Stefano Masala fu ucciso perché gli imputati avessero modo di rubare la sua auto e raggiungere Orune. Poi lo avrebbero fatto sparire, in modo che i sospetti dell’uccisione di Gianluca Monni potessero ricadere su di lui. La Opel Corsa del giovane di Nule venne usata per andare a Orune e compiere l’omicidio dello studente. L’auto venne ripresa dalle telecamere più volte mentre transitava - la mattina dell’omicidio - nella zona dove è stato ucciso Gianluca. La Opel venne poi ritrovata completamente bruciata in una stradina nelle campagne di Pattada, al chilometro 42 della statale 128 bis. In quella zona sono state effettuate le ricerche anche con le unità cinofile, ma di Stefano Masala non è stata trovata traccia.
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