Beffa per i 200 forestali di quattro comuni nel Goceano: niente lavoro né indennità

Tagliati fuori dalla stabilizzazione nei cantieri di Bono, Bottidda, Alà e Monti I sindacati: «Una sentenza del tribunale di Nuoro impedisce la riassunzione»

BONO. Levata di scudi dei sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil in difesa di circa duecento lavoratori di Forestas dei cantieri di Bono, Bottidda, Monti e Alà dei Sardi attualmente senza reddito né indennità di disoccupazione. Operai che sono stati tagliati fuori dalle stabilizzazioni decretate nei giorni scorsi perché «una sentenza del tribunale di Nuoro su una causa promossa da un sindacato autonomo» ne impedisce la riassunzione.

E quindi, di conseguenza, li lascia a casa senza reddito e nemmeno senza la possibilità di richiedere l’indennità di disoccupazione. Un doppio danno, dicono i segretari provinciali di Flai Cgil Giovanni Perino, Fai Cisl Giorgio Vargiu e Uila Uil Paolo Camoglio che chiedono risposte dall’agenzia, quindi dalla Regione, e chiedono a questo scopo l’intervento dei politici del territorio affinché «pongano in atto iniziative finalizzate al ripristino del turn over previsto dal vigente Cirl e mai applicato».

La stabilizzazione quindi non è stata una soluzione, secondo le segreterie dei confederali, perché nei meandri dei contratti di Forestas restano ancora troppe zone d’ombra. «Già da qualche giorno – dicono infatti i segretari –i settemestrali dell’agenzia Forestas hanno sottoscritto i contratti per il passaggio e l’inquadramento a tempo indeterminato con la qualifica di appartenenza. Dobbiamo purtroppo registrare che, a fronte della soddisfazione per la soluzione del problema, non mancano a fare da contraltare i malumori fra lavoratori per le modalità di attuazione, dovuti al fatto che i lavoratori precedentemente stabilizzati dovettero abdicare al loro livello superiore per essere inquadrati nel primo livello, mentre ai lavoratori a tempo indeterminato che già lavoravano anche da oltre 30 anni non sono mai state concesse opportunità di riqualificazione. Questa disparità di trattamento determina un sentimento di disillusione».

A questo si aggiunge, appunto, la situazione dei lavoratori dei cantieri di Bono, Bottidda, Alà dei Sardi e Monti, che hanno subito solo danni dalla sentenza del Tribunale di Nuoro, che accogliendo il ricorso di alcuni ne ha danneggiato molti altri, di fatto eliminando ogni loro diritto sia al lavoro sia alle indennità spettanti a chi si trova costretto alla disoccupazione.

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