“Sas Pariglias” con i malati di Sla

Bonorva, con le offerte sarà acquistato un mezzo per il trasporto dei pazienti

BONORVA. Domenica sera - con una piccola manifestazione musicale e un incontro con esperti del settore che, nel locale ex Tisel, hanno parlato della gravità e incidenza della Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) - si è chiusa la ventiduesima edizione di “Sas Pariglias Bonorvesas”. Sono stati due giorni intensi, di vero spettacolo equestre, organizzato dall’Associazione cavalieri di S’ischiglia che, con un ammirevole gesto di solidarietà, in memoria di Angelino Cossu, un socio scomparso prematuramente proprio a causa della Sla, ha incluso nel programma un momento di vicinanza per tanti sofferenti e ha donato il ricavato delle offerte ricevute per l’acquisto di un mezzo per il trasporto delle persone affette da questa malattia.

L’importante momento di partecipazione è stato formalizzato anche dalla presenza alla sfilata iniziale di numerosi bambini, in costume o maschere tradizionali, provenienti da trentatré centri dell’isola, che hanno lanciato verso il cielo tanti palloncini bianchi. Anche il tempo, pur con qualche segnale di peggioramento, non si è messo poi di traverso e non ha quindi tolto a “S’asone de carrasegare”, Ivan Sanna, ai cavalieri e ai figuranti, l’entusiasmo e la voglia di chiudere un’edizione speciale in cui lo sport si è unito a un momento di solidarietà.

Le discese dei cavalieri si sono svolte con assoluta regolarità e hanno ottenuto un grande successo fra il numeroso pubblico che ha assistito al tradizionale spettacolo equestre di fine carnevale: straordinaria l’impresa di quattro giovani cavalieri che, al termine delle “discese”, in una prova singola, con il cavallo lanciato al galoppo, hanno infilato lo stemma di S’Ischiglia, posto al centro della pista. Il modo più semplice e genuino per onorare una manifestazione che riporta al ricordo di antichi usi e costumi, di feste paesane e del carnevale che vedeva anche l’esibizione delle maschere a cavallo, (Sas Mascheras a caddu).

Ancora una volta i destrieri, curati e bardati con finimenti di gran pregio, convergenti sull’Ischiglia – una collana in panno colorato lavorato finemente al telaio e ricamato a mano, che cingeva il collo dell’animale – hanno riproposto con i loro cavalieri, che indossavano il costume maschile bonorvese, uno spettacolo unico, reso ancor più interessante dalle diverse figurazioni, di alto valore acrobatico. Applausi per l’energia e la bravura di numerosi giovani alla prima esperienza che hanno dimostrato di poter rappresentare una nuova linfa per il futuro.

Emidio Muroni

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