Sassari, deruba la vicina ricoverata: sconterà otto mesi

La donna aveva ottenuto le chiavi per accudire un gatto ma aveva rivenduto i gioielli della conoscente 

SASSARI. Si era offerta di assistere la vicina di casa ricoverata in ospedale e una volta conquistata la fiducia l’aveva derubata dei gioielli.

Sette anni dopo la triste vicenda per Silvana Delogu, sassarese di 53 anni, difesa dall’avvocato Antonio Manconi, è arrivata la sentenza. Il giudice Anna Pintore ha condannato la donna a 8 mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 3000 euro.

La 53enne era stata denunciata dagli investigatori della IV Sezione della squadra mobile della questura con l’accusa di furto. Gli agenti avevano scoperto che gli oggetti d’oro spariti dalla stanza da letto dell’anziana derubata erano stati ceduti a un compro oro per un valore complessivo di 500 euro.

E a venderli era stata proprio la vicina di casa così premurosa e disponibile per risolvere qualunque problema. L’episodio si era verificato a marzo del 2013, quando Maria Raimonda Filomena Zazzu che all’epoca aveva 77 anni (senza figli e parenti) era stata ricoverata in ospedale per problemi di salute. Fin dai primi momenti, era stato evidente che la degenza sarebbe stata piuttosto lunga, così la donna – preoccupata per il gatto rimasto solo – aveva affidato le chiavi di casa a una persona di fiducia, che abitava nello stesso palazzo. In ospedale, però, si era presentata con una certa assiduità anche un’altra vicina che si era proposta per accudire il gatto e per tenere in ordine la casa durante l’assenza.

«Ci penso io – le aveva detto la donna – non si preoccupi. Lei stia tranquilla e pensi a guarire presto». Colpita da così tanta generosità, l’anziana degente aveva chiesto alla vicina di casa di portare a casa dei gioielli che indossava al momento del ricovero e di sistemarli insieme agli altri nel comò della camera da letto. Per entrare in casa la 77enne le aveva detto di chiedere le chiavi all’altra vicina.

Un volta dimessa dall’ospedale dopo circa un mese e, tornata a casa, la donna, assistita nel processo dall’avvocato Pierluigi Carta, si era resa subito conto che erano spariti i gioielli. I sospetti erano stati indirizzati verso la donna alla quale erano state consegnate le chiavi di casa. Era emerso che nel periodo in cui l’anziana era stata ricoverata in ospedale la vicina si era presentata in un laboratorio cittadino (dove era stata regolarmente registrata attraverso il documento di identità) e aveva venduto i gioielli che poi erano risultati rubati dalla stanza da letto della donna, e cioè catene, bracciali e anelli d’oro. (l.f.)

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