L’assistente infedele domani davanti al gip
Nelle prossime ore l’interrogatorio di garanzia del poliziotto penitenziario arrestato per corruzione
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SASSARI. Sarà sentito quasi certamente domani mattina dal giudice per le indagini preliminari di Sassari l’assistente capo della polizia penitenziaria arrestato venerdì scorso dai suoi stessi colleghi. L’uomo deve rispondere del reato di corruzione aggravata per aver consegnato a un detenuto, dietro pagamento di 500 euro, un telefono cellulare. A un altro, invece, avrebbe dato della droga. L’assistente, difeso dagli avvocati Ivan Cermelli e Paolo Spano, sarà sottoposto domani all’interrogatorio di garanzia.
Gli uomini della polizia penitenziaria di Sassari, coordinati dal comandante Antonello Brancati con la supervisione della sede centrale e regionale del Nucleo investigativo centrale (Nic), hanno lavorato a lungo per capire come quel telefono cellulare e la sostanza stupefacente fossero entrati in carcere. A partire dal 31 dicembre del 2018, giorno in cui hanno trovato l’apparecchio telefonico durante una perquisizione straordinaria, è cominciata una delicata attività che ha consentito di individuare il presunto responsabile. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Sassari è stata richiesta dal pubblico ministero Giovanni Porcheddu che ha coordinato l’inchiesta. A eseguirla sono stati i reparti di polizia penitenziaria di Sassari e di Alghero che per più di un anno hanno ascoltato le conversazioni telefoniche del collega stando attenti a non commettere errori. Il più piccolo sbaglio avrebbe infatti rischiato di far saltare tutta l’operazione. L’uomo si trova rinchiuso in carcere in attesa di essere sentito dal magistrato. (na.co.)
Gli uomini della polizia penitenziaria di Sassari, coordinati dal comandante Antonello Brancati con la supervisione della sede centrale e regionale del Nucleo investigativo centrale (Nic), hanno lavorato a lungo per capire come quel telefono cellulare e la sostanza stupefacente fossero entrati in carcere. A partire dal 31 dicembre del 2018, giorno in cui hanno trovato l’apparecchio telefonico durante una perquisizione straordinaria, è cominciata una delicata attività che ha consentito di individuare il presunto responsabile. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Sassari è stata richiesta dal pubblico ministero Giovanni Porcheddu che ha coordinato l’inchiesta. A eseguirla sono stati i reparti di polizia penitenziaria di Sassari e di Alghero che per più di un anno hanno ascoltato le conversazioni telefoniche del collega stando attenti a non commettere errori. Il più piccolo sbaglio avrebbe infatti rischiato di far saltare tutta l’operazione. L’uomo si trova rinchiuso in carcere in attesa di essere sentito dal magistrato. (na.co.)
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