Piscine, il Tar boccia il Comune: annullata un’assunzione

SILIGO. Un sindaco non può ricoprire il ruolo di presidente di commissione di concorso, anche se, in virtù della normativa che lo consente per i comuni sotto i 5000 abitanti, risulta titolare dell’inc...

SILIGO. Un sindaco non può ricoprire il ruolo di presidente di commissione di concorso, anche se, in virtù della normativa che lo consente per i comuni sotto i 5000 abitanti, risulta titolare dell’incarico di responsabile di servizio. Lo ha sancito il Tar Sardegna lo scorso 9 marzo, annullando gli atti del concorso per l'assunzione a tempo indeterminato parziale (20 ore settimanali) di un collaboratore tecnico da assegnare al servizio di manutenzione e gestione della piscina comunale.

Il ricorso era stato presentato da Giovanni Mari e Salvatore Sanna (che avevano partecipato al concorso insieme ad altri cinque candidati) contro il Comune di Siligo. La risale al febbraio del 2019, quando il Comune di Siligo pubblica il bando per il concorso per soli esami, per l’assunzione del collaboratore tecnico. I due ricorrenti partecipano alla selezione e vengono ammessi con determinazione dell’8 aprile 2019. Il 16 aprile viene nominata la commissione esaminatrice, formata da tre componenti, con il responsabile del servizio tecnico manutentivo, che è anche il sindaco Mario Sassu, nelle vesti di presidente. Le prove (scritta e orale) del concorso vengono espletate rispettivamente il 14 e il 28 maggio 2019, e la graduatoria definitiva viene approvata il 18 giugno 2019. Giovanni Mari si piazza sesto, Salvatore Sanna non viene ammesso all’orale. A quel punto , alcuni candidati, compresi i due che poi hanno fatto ricorso al Tar, avevano presentato al Comune un’istanza di autotutela per annullare la nomina della commissione sostenendo una illegittima commistione dei ruoli politico-amministrativo. Istanza rigettata e a quel punto, il 30 settembre, Mari e Canu avevano presentato il ricorso al Tar. Il quale accoglie il ricorso affermando, in sostanza, che per «le composizioni degli organi di concorso permane il divieto di commistione, applicabile in tutti i casi, a prescindere dal numero degli abitanti del Comune».

«Una sentenza senza precedenti – replica il sindaco Mario Sassu – che mette in discussione una legge dello Stato, quella che attribuisce ai sindaci dei piccoli Comuni funzioni gestionali, senza distinguo». Per questo, nel dichiararsi «sereno e convinto di aver agito nella piena legittimità», preannuncia il ricorso al Consiglio di Stato e la richiesta di sospensiva degli effetti amministrativi della sentenza, che riguardano l’assunzione in servizio del vincitore del concorso.

Mario Bonu

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