Falso allarme coronavirus al pronto soccorso
Paziente salta il pre-triage, locali chiusi ma subito riaperti. Il “Segni” avrà la terapia intensiva
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OZIERI. C’è stato allarme ieri mattina nel pronto soccorso dell’ospedale di Ozieri per un sospetto caso di coronavirus che ha portato a una chiusura temporanea. I protocolli che si dovrebbero attivare in presenza di casi sospetti sono ormai chiari ed il tendone installato nel piazzale adiacente al padiglione nuovo, adibito al pre-triage serve proprio allo scopo ma pare che una paziente ieri abbia saltato la procedura e si sia presentata direttamente nei locali del pronto soccorso.
A quel punto, pur in presenza di un solo sospetto, in via precauzionale, la struttura è stata chiusa, sino a quando, nel primo pomeriggio, non è arrivato il risultato del test che dichiarava la negatività al virus. La notizia non è rimasta segreta troppo a lungo e il solito tam tam tra Whatsapp e i social ha procurato un po’ di preoccupazione, subito cessata però, perché la notizia della non positività e della conseguente riapertura è stata diffusa immediatamente.
In ogni caso la struttura sanitaria cittadina si sta preparando ad affrontare un’eventuale emergenza e con l’approvazione del “Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” approvato dalla giunta regionale potrà assumere nuova rilevanza. L’ospedale potrà disporre di 6 posti di terapia intensiva con 7 ventilatori ad alta prestazione. Ci saranno, inoltre, altre sette postazioni di terapia semi intensiva con 7 ventilatori a turbina in uno spazio di raccordo tra pronto soccorso e terapia intensiva e anche 14 monitor multiparametrici, 5 monitor da trasporto, 49 pompe siringa volumetriche e peristaltiche. Complessivamente si potranno avere 26 postazioni per pazienti ventilati tra invasiva e non invasiva. Sono stati richiesti anche 30 caschi e 30 scafandri per la ventilazione nei reparti. «Con i vertici dell’Assl stiamo lavorando perché le strutture che già esistevano possano essere messe in funzione e implementate – ha detto il sindaco Marco Murgia –. Potrebbe essere la conclusione naturale degli investimenti fatti in passato considerando che era tutto pronto già da tempo e ancora previsto nel piano triennale dell’Ats. Sarà però necessario il rinforzo dell’equipe medica».
Francesco Squintu
A quel punto, pur in presenza di un solo sospetto, in via precauzionale, la struttura è stata chiusa, sino a quando, nel primo pomeriggio, non è arrivato il risultato del test che dichiarava la negatività al virus. La notizia non è rimasta segreta troppo a lungo e il solito tam tam tra Whatsapp e i social ha procurato un po’ di preoccupazione, subito cessata però, perché la notizia della non positività e della conseguente riapertura è stata diffusa immediatamente.
In ogni caso la struttura sanitaria cittadina si sta preparando ad affrontare un’eventuale emergenza e con l’approvazione del “Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” approvato dalla giunta regionale potrà assumere nuova rilevanza. L’ospedale potrà disporre di 6 posti di terapia intensiva con 7 ventilatori ad alta prestazione. Ci saranno, inoltre, altre sette postazioni di terapia semi intensiva con 7 ventilatori a turbina in uno spazio di raccordo tra pronto soccorso e terapia intensiva e anche 14 monitor multiparametrici, 5 monitor da trasporto, 49 pompe siringa volumetriche e peristaltiche. Complessivamente si potranno avere 26 postazioni per pazienti ventilati tra invasiva e non invasiva. Sono stati richiesti anche 30 caschi e 30 scafandri per la ventilazione nei reparti. «Con i vertici dell’Assl stiamo lavorando perché le strutture che già esistevano possano essere messe in funzione e implementate – ha detto il sindaco Marco Murgia –. Potrebbe essere la conclusione naturale degli investimenti fatti in passato considerando che era tutto pronto già da tempo e ancora previsto nel piano triennale dell’Ats. Sarà però necessario il rinforzo dell’equipe medica».
Francesco Squintu
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