Franco Cocco e “Il peccato di vivere”

Esce il nuovo libro dello scrittore ozierese con una prefazione di Dacia Maraini

OZIERI. S’intitola “Il peccato di vivere” l’ultima fatica letteraria di Franco Cocco, poeta e saggista originario di Buddusò trapiantato ad Ozieri, docente in pensione di materie letterarie nelle scuole superiori. Dopo una corposa produzione iniziata nei primi anni Ottanta con un saggio letterario su Pier Paolo Pasolini e proseguita soprattutto con raccolte di poesia sia in italiano che in sardo, Francesco Cocco questa volta ha scritto un romanzo e soprattutto creato un mondo immaginario inserito tra la cultura, il carattere e le tradizioni della Sardegna.

La prefazione del libro a opera di Dacia Maraini dimostra che l’opera è di assoluto livello, con una scrittura forbita, elegante e suggestiva. La trama del romanzo ruota intorno al protagonista Federico Crocespina d’Olvidos, al paese di Setìnarca e altri personaggi minori come ad esempio l’ortolano Magalé «un cireneo incapace d’impadronirsi persino di una rapa. Un raro esempio in un mondo di ladri e arroganti». Edita dalla Editrice Taphros, l’opera è disponibile nelle librerie e l’autore aveva già programmato di presentarla in prima persona al pubblico e aveva organizzato un appuntamento in città. Il blocco di tutti gli eventi attuato a causa dell’emergenza sanitaria, invece, ha fatto slittare la serata a a data da definirsi. «Quella tracciata da Franco Cocco è una sorta di saga che però varca i confini familiari per abbracciare personaggi e costumi di tutto il paese di Setinarca – ha scritto Maraini -. Ma è solo invenzione letteraria? Cos’è dunque, la verità, la sostanza propria del romanzo, se non anche la “tua verità”, o la “tua sostanza”, che sia sogno, o fantasia,o immaginazione creativa, o menzogna o verità, o racconto surreale, o allegoria metafisica, o visione che dir si voglia?».

Francesco Squintu

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